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Utente: Manroy
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e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

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martedì, 05 maggio 2009

.... and I swear

…. Pare proprio che ce l’abbia fatta.

Dopo 4 anni e mezzo ho finito la trafila della green card.

Ho sostenuto l’esame per la cittadinanza, ed e’ stato approvato!

A breve (diciamo un mese), mi manderanno l’invito per il giuramento da fare a Washington, dopo di che mi rilasceranno il passaporto blu.

 

Sono contenta. E non solo come ho gia’ detto in precedenza per i soldi spesi, ma perche’ ho fatto tutto da sola senza avvocato dando prova a tutti (me stessa compresa) di essere in grado di sbrigare anche pratiche burocratiche cosi’ importanti. Non solo, ma questa e’ una conquista importante, pagata cara, un premio per gli anni e i sacrifici fatti, per quattro anni di una vita sofferta, bocconi amari buttati giu’ con la speranza che prima o poi qualcosa di buono ci torni indietro.

 

Anyhow, da luglio saro’ ufficialmente cittadina americana. Per sempre.

 

Ah.. per i curiosi… volete sapere come e’ andato l’esame?

Bene: ti presenti con il foglio dell’appuntamento e quando e’ il tuo turno, un ufficiale ti accompagna nella sua stanzina dove prima ti fa giurare di dire la verita’ con la mano destra alzata, poi ti metti seduta, gli mostri i documenti di cui ha bisogno e iniziano le domande.

E qui sono caduta dal pero. Pensavo che l’esame fosse una sorta di patente, fatto in un’unica stanza per tutti, con un foglio di domande e spazi vuoti a cui rispondere.

E invece no. Le domande te le fa lui a voce, quindi devi essere in grado di capire e rispondere correttamente.

Per chi come me ha una buona memoria visiva, sarebbe stato molto piu’ semplice fare lo scritto che l’orale… ma alla fine le domande che ti fa sono poche… quindi direi che di per se’ l’esame non e’ stato complicato. Devi dare prova di capire, leggere e scrivere in inglese…. Pensa un po’… lavoro qua da 4 anni… che dici sapro’ comunicare almeno qualcosa in inglese?!

 

Comunque alla fine l’omino era simpatico. Abbiamo parlato di Firenze, della mia bella Italia e mi ha salutato piu’ che gentilmente. Ed io l’ho lasciato con un sorriso enorme.

 

Ce l’ho fatta.

Adesso basta con i forms. Basta con la green card. Basta con i soldi da pagare, gli appuntamenti per le fingerprints e fotografie.

E’ finita.

 

 

postato da: Manroy alle ore 19:20 | link | commenti (2)
categorie: quella magnifica sensazione, frammenti americani
sabato, 02 maggio 2009

dieta a zona

Ho iniziato la dieta a zona.

Sono quasi due mesi che seguo una dieta casalinga con il principio del tutto un pochino, ma alla fine finisco sempre con avere attacchi di fame compulsiva  o il desiderio insaziabile di cibo.

Risultato? La quantita’ che non mangio di pasta o carne, viene rimpiazzata con biscotti che ad uno ad uno mangio quasi senza accorgermene nelle ore successive.

E anche se si tratta di quattro biscotti, a quanto pare sono abbastanza per non scendere di peso.

Insomma… in due mesi ho perso due etti. Se si puo’ dire di aver perso due etti perché basta bere un bicchiere d’acqua in piu’ o saltare un pit stop al bagno, che fai pari.

Eppure vado anche in palestra sei volte a settimana…..

 

Sconsolata e triste…. ho deciso di provare anche io la famosissima dieta a zona.

La dieta non e’ facilissima da seguire sia come orari che quantita’ e qualita’ di cibo, ma ha un grosso vantaggio: si mangia sei volte al giorno.

Colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena e spuntino prima di andare a letto.

Questo ritmo ti soddisfa moltissimo mentalmente parlando, ed e’ esattamente quello di cui io ho bisogno.

Ho gia’ fatto la spesa con le proteine magre, yogurt magro, avena, mandorle naturali, insalata, finocchi, pane integrale…. Ben usd 70.00 a Safeway.

 

Per ogni pasto e spuntino si deve pesare tutto: verdura, pasta, frutta, carne, pesce. Insomma tutto.

L’unica concessione che sia ha senza limiti di quantita’ e’ l’insalata a foglie e i finocchi.

Di questi si puo’ mangiare quanto il nostro stomaco permette. Tutte le altre verdure devono essere controllate e pesate.. anche i miei amati broccoli…

 

Sembra che la dieta a zona aiuti il tuo organismo ad essere piu’ veloce ed efficiente e lo costringe a bruciare i grassi immagazzinati sul culotto e le cosciotte.

 

Sara’ la fiducia, lo stimolo di fare bene, ma mi sento e mi vedo gia’ un po’ piu’ sgonfia di prima.

Vediamo se riesco ad eliminare questi benedetti 2 kg di grasso….

Piu’ che eliminarli, mi piacerebbe spostarli dal giro fianchi al giro seno.

Mi sa che per fare questo una dieta a zona non e’ abbastanza, serve un chirurgo plastico. Ma ad occhio e croce mi sa che costerebbe di piu’ di usd 70.00 alla settimana………

 

postato da: Manroy alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: quella magnifica sensazione
martedì, 26 agosto 2008

Santa Susina

Ieri era il primo giorno di scuola. Me ne sono accorta perche’ andando a lavoro, ho visto un sacco di genitori mano con la mano con i bambini piccoli.

Vedevi questi bambinetti di 6 anni con il mega zaino sulle spalle, tutti ordinati, perfetti per iniziare un nuovo anno scolastico.

 

Ricordo la mia prima elementare. Ero emozionata, felice di imparare a leggere e scrivere.

All’epoca non avevo ancora la zaino, ma un cestino con le bretelle. Non era di vimini (e io non avevo il cappuccio rosso), ma era di gomma/plastica e ricordo che ero cosi’ entusiasta che iniziai a prepararlo con giorni di anticipo.

 

Mio nonno chiamava il primo giorno di scuola con “Santa susina”.

 

Non so cosa significasse in particolare, ma lui lo diceva con tono ironico come per avvisarci che la pacchia fosse finita e che ci sarebbero stati giorni duri.

 

Forse intendeva dire che saremmo cresciuti e diventati grandi…

Non so. Ma all’epoca le susine le mangiavo e il paragone con il frutto, mi rendeva ancora piu’ dolce l’andare a scuola…

 

postato da: Manroy alle ore 07:06 | link | commenti (1)
categorie: quella magnifica sensazione
sabato, 08 marzo 2008

W le donne!

Quest post non e' farina del mio sacco, ma mi sembrava carino

da postare nel giorno delle donne!

PERCHE' LE DONNE STANNO COSI' TANTO NEI BAGNI PUBBLICI?


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da
bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne
ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava:
'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la
posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per
sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con
la tavolozza.

 

'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di
una bambina,importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il
resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è
terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta
per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti
ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia
Brad Pitt.


Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle
altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia
incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo
addosso'. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la
bambina piccola che non può
più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso
alla persona che esce.

 

Entri e ti accorgi che non c'è la chiave
(non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla
porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è
pieno di liquidi non ben definiti e non osi appoggiarla lì, per
cui te la appendi al collo ed è pesantissima,piena com'è di cose che
ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le
tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è
la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti
abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh...
finalmente...

 

A questo punto cominciano a tremarti le gambe...
perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni
abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa
forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.
Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di
coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe
nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai
su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per
un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!!
Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione'
richiede grande concentrazione.

 

Per allontanare dalla mente questa
disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce
n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di
cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per
cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma
non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e
devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti
vedranno semi seduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora
urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la
mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che
aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta
senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne
un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti
accontenti di uno, non si sa mai.

 

In questo preciso momento si
spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non
sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con
la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i
secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il
cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa
sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal
colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti
scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua
mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo
cu*o non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché
davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.

 

Ma la
debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo
sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel
bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di
acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla,
non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e
tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una
posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti
le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per
questo!

 

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora
aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a
sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato
un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di
carta igienica
attaccato alla scarpa o peggioancora con la cerniera abbassata! A
me è capitato una volta, e non sonol'unica a quanto ne so! Esci e
vedi il tuo ragazzo che è già uscito dalbagno da un pezzo e gli è
rimasto perfino il tempo di leggere Guerra ePace mentre ti
aspettava.
'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda'
ti limiti a rispondere.

 

E questo è il motivo per cui noi donne
andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la
borsa e il cappotto,l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il
kleenex da sotto la porta;così è molto più semplice e veloce perché
tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'.

E la dignita'.

postato da: Manroy alle ore 14:29 | link | commenti (6)
categorie: quella magnifica sensazione, pane e volpe
mercoledì, 09 gennaio 2008

I'm from Mars

Non sono sparita… ero in Italia per il Natale.

Tornare e’ sempre faticoso. In Italia intendo. Nella mia mente e ricordi, ho sempre l’immagine di come era la mia vita tre anni fa, prima che partissi. E invece la ruota continua a girare, per me e per tutti. E le persone che ho lasciato sono ancora li’, ma “invecchiate” soprattutto nell’animo.

I miei amici hanno quasi tutti figli e per loro il Natale e’ diventato il rito del pranzo dalla suocera con lo scarto dei mega regali per i bambini. E dopo il pranzo, c’e’ la visita agli altri nonni per lo scarto degli altri regali.

Sono talmente impegnati che non si ricordano neppure di inviare un sms di auguri.....

E quando finalmente riesci ad incontrarli una sera di pomeriggio tra il Natale e il Capodanno, si passa un’ora a parlare di quanto sono stanchi e stressati, dell’influenza della bambina, virus sicuramente preso all’asilo, dalla figlia di X che nel frattempo aspetta il secondo, mentre Y sta cercando casa perche’ vuole avvicinarsi ai genitori per avere supporto per la nascita del primo figlio.

STOP! Fermate il mondo e torniamo indietro di 3 anni!!!!!!!!!!

Che fine hanno fatto gli aperitivi? E le uscite in pizzeria? E’ davvero possibile ritrovarsi a 32 anni sonati e avere la vita concentrata solo e soltanto sui figli?

Io senza figli sono praticamente una marziana..... quando poi racconto dei miei viaggi o delle feste a cui (ogni tanto) partecipo, mi guardano con occhi sbarrati come se venissi sul serio da Marte! Per loro ormai divertirsi significa riuscire a combinare una cena con altre coppie con figli e passare la serata tra uno strillo dei piccini e il cambio pannolino.

Io non voglio essere cosi’. Quando saro’ madre non voglio annullare i miei interessi per sempre o fino a quando i figli non saranno abbastanza grandi da avere un motorino.

 

Non credo ci sara’ un altro Natale in Italia. Per il Natale 2008 sto gia’ pensando di andare in Argentina. Non voglio pagare un biglietto aereo cosi’ caro per tornare in Italia e passare le serate a guardare la tv da sola o per incontrare i bambini dei miei amici.

 

E’ la prima volta che tornando a Washington sono stata contenta di rivedere i “marziani” che come me, non hanno figli e si organizzano per il prossimo viaggio a primavera.

Non giudicatemi male...... i bambini sono straordinari e non invecchiano l'animo. Lo arricchiscono.

Dico solo che alle 9.30pm visto che dormono belli beati, per una volta e per un'amica che non vedi da mesi, se non un anno, uno si puo' vestire, uscire e andare a bere qualcosa............

Non credo che fare le 1.30 di mattina per una volta complichi la vita.

Si, perche' alla fine uscire la sera fa fatica e si racconta la scusa del bambino perche' ci si sente a disagio fuori senza la carrozzina.

E quando la fatica e il disagio prendono il sopravvento......... ci si scopre improvvisamenti invecchiati.

 

postato da: Manroy alle ore 15:07 | link | commenti (11)
categorie: quella magnifica sensazione
martedì, 06 novembre 2007

YogA

Dopo un mese di forte stress e crisi isteriche (era per quello che non scrivevo piu’..), mi sono decisa col cercare rimedio ai numerosi tic nervosi e dolori psicosomatici.

Primo rimedio: una buona tazza (si fa per dire..) di camomilla prima di andare a letto per conciliare il sonno.

Secondo rimedio: respirazione e concentrazione sulle cose piccole e belle della vita.

Terzo rimedio: un’ora di yoga alla settimana.

 

Ecco che domenica pomeriggio alle 5pm sono entrata nella classe di yoga per iniziare questa nuova avventura. A dirla tutta, avevo gia’ provato yoga 2 anni fa ma non mi era piaciuto... e non credo che mi piacera’ nel futuro, ma se serve a far smettere l’occhio sinistro di ballare il rock and roll, ben venga.

 

Per fare yoga bisogna togliersi le scarpe perche’ si e’ piu’ liberi nei movimenti. Poi magari c’e’ anche una spiegazione piu’ sofisticata e spirituale del tipo "per essere in contatto con il suolo e la natura", ma questo non lo so perche’ non me lo hanno spiegato.

 

Bene: tolte le scarpe, ti metti seduto sul tappetino e come ogni altra lezione con insegnate a seguito, inizi a fare quello che dice l’istruttore e nel mio caso quello che fa quella accanto perche’ certi termini in inglese, mica li conosco!

 

Insomma, si passa un’ora a fare cose strane, proiezioni del tipo il cane, guerriero 1, guerriero 2, ponte... tutte cose piu’ o meno fattibili che in teoria dovrebbero sciogliere il corpo dalla tensione... ma che a mio avviso sono anche faticose e pensare che sono pure allenata!

Il perche’ yoga non mi fa impazzire e’proprio perche’ lo considero una sorta di stretching, ma con movimenti “teatrali” che personalmente considero piu’ spirituali che puro allenamento fisico. Non conoscendo tale cultura e non avendo quel background, per me le cose sono molto semplici: o mi alleno facendo fatica, o mi metto davanti ad uno specchio e faccio stretching magari forse con risultati pure migliori!

Stop. Tutto il resto... cane, guerriero...  per me sono movimenti strani che non capisco...,  non vorrei esagerare ma posso dirvi che per fare quelle posizioni e per mostrare agli altri di non essere una completa incapace-pezzo di legno quale sono, mi sono sforzata talmente tanto da irrigidire i muscoli, invece di tirarli per rilassarli!

 

Per non parlare del fatto che quei tappetini sono usati a piedi scalzi un po’ da tutti e quando sei a faccia sdraiata sul tappettino, un po’ di puzzino si sente...

 

Insomma, si non mi piace, ma lo rifaccio perche’ I’m open minded e voglio provare anche questa, ma mi sa che devo comprarmi un tappettino nuovo solo per me. Altrimenti a fine lezione, mi trovano stesa per il fetore del tappetino puzzettino!

 

E poi diciamocela tutta.... dire che fai yoga... fa coooooooooool!

 

: )

postato da: Manroy alle ore 16:17 | link | commenti (11)
categorie: quella magnifica sensazione, mi assale un dubbio
domenica, 23 settembre 2007

Io non ho paura

Per la serie “persone normali, che un giorno impazziscono”, ieri ho fatto indoor climbing.

E’ gia’ qualche mese che in me e’ scattata la molla de “La vita’ e’ una sola, cosa aspetti a fare quella cosa che volevi fare da tanto?”

Ecco perche’ mi sto dedicando anche ad attivita’ nuove, a volte pure rischiose, un po’ per mettermi alla prova, un po’ perche’ sono cose nella mia famosa lista TO DO ma che ancora non ho provato.

Ebbene si, dopo anni di tira e molla, ho fatto indoor climbing!!

Come funziona? Via scarpe, via maglioni, via orologio, via tutto quello che può impedire una libertà nei movimenti di braccia e gambe, indossi delle scarpine piccole e super aderenti e una imbracatura che ti sostiene alla vita e gambe a cui attacchi una corda elastica di sicurezza, poi un bel po’ di gesso sulle mani e… la vedi quella parete davanti a te con quei piccoli oggettini e maniglie colorate? Bene, ti ci devi arrampicare sopra!

I primi 2 metri sono facili anche perche’ l’altezza e’ relativamente poco “interessante”, ma poi arriva il bello! E chissa’ perche’, il livello di difficoltà aumenta e anche le maniglie si fanno molto piu’ piccole, minuscole sporgenze dove a mala pena ti ci puoi aggrappare con due dita. E poi ti vedi in alto, terribilmente in alto e inizia la paura di cadere.

Ok, sai che hai la corda di sicurezza ma quando sei a 6 metri da terra, col cavolo che ti dai una spinta e ti lasci andare nel vuoto! Ti assicuro che rimani aggrappato a quei sassetti come un ragno!!

Credo di essere stata l’unica demente che scendeva come saliva… e non per dimostrare quanto fossi brava nello scendere a mano, ma perche’ io nel vuoto non mi getto.

Il problema piu’ grande e’ che poi le mani inziano a sudare e i sassetti diventano scivolosi... ma la necessita’ di sentirti ancorata a qualcosa di fermo e’ piu’ forte di lasciarsi cadere in basso.

 

Non credevo che climbing fosse un’attivita’ cosi’ faticosa ma soprattutto, mi ha fatto riflettere su come quella arrampicata sul muro, possa mettere a nudo i tuoi segreti.

Se in effetti ci pensate, quel muro e’ la tua vita: più vai in alto, piu’ le cose si complicano e serve tanto, tanto coraggio per continuare a salire.

Salire, conquistare zone piu’ alte e’ molto faticoso.

Cadere e’ possibile ed umano, ma ricorda che la parete rimane li’ e se vuoi hai una seconda possibilità.

Ma soprattutto ho riconfermato a me stessa

……quanto piu’ fiducia abbia nelle mie mani e piedi che nel supporto degli altri,

ma anche che

…. indipendentemente da quanto tempo o fatica serva, da quanto in alto potrò andare o non andare,  ho la certezza che ce la metterò tutta, no matter what!

 

 

Poi un giorno vi raccontero’ di quando sono entrata nella gabbia per vedere gli squali…

 

postato da: Manroy alle ore 09:17 | link | commenti (10)
categorie: quella magnifica sensazione, mi assale un dubbio
mercoledì, 12 settembre 2007

I'm NOT dead

Eccomi tra un viaggio e un altro con tanti pensieri che vanno e vengono e poi si fermano sulle dita.
Avrei molte cose da raccontare, ma ora non avrebbero senso. Ho una valigia di parole, ma non trovo il filo per metterle in ordine. Sono perle ancora nelle ostriche, che prima o poi formeranno una collana preziosissima.

A volte nella vita ci si deve arrendere... e aspettare che qualucno apra quell'ostrica. 
Non c'e' altro da fare.

Nel frattempo sta arrivando l'autunno e la sua voglia di profumi e colori nuovi. Era gia' molto tempo che lo stavo aspettando e ora e' alla porta. Non mi rimane che farlo entrare.

 

postato da: Manroy alle ore 17:56 | link | commenti (6)
categorie: quella magnifica sensazione
giovedì, 14 giugno 2007

Victoria's Secret

Piccola incursione a Victoria’s Secret che credo sia ormai famosa in tutto il mondo.

Per i due che non lo sapessero, e’ la catena di negozi di biancheria intima piu’ famosa negli States.

A dirla tutta ero piuttosto contenta all’idea di fare shopping un po’ perché comprare cose nuove mi emoziona sempre, un po’ perché ormai da oltre un anno Victoria’s Secret e’ in joint con Intimissimi… quale migliore occasione per spendere il mio gift certificate??!!

Entro nel negozio e vengo immersa dal colore rosa, neppure fosse la camera di Paris Hilton,

Mi guardo attorno tra reggiseni e mutande e mi perdo tra le dimensioni enormi che vedo esposte.

Io non sapevo neppure ci fossero reggiseni così grandi, anzi non sapevo neppure che certi parti fisiche umane potessero raggiungere tali dimensioni in maniera naturale. Praticamente una sola coppa potrebbe farmi da cuffia o cappello… e io sono una testona!!

Cerco Intimissimi, chiedo alla shop assistant e mi dice che loro non hanno niente, ma dovrei andare all’altro negozio ad un’ora di macchina. Te pareva.

Va be’, mi dovrò accontentare di qualcos’altro.

Mi dirigo verso i push up (l’età’ avanza per tutti… perché negarsi un “aiutino”?) e li’ il solito dramma… che taglia avrò?? Ad occhio e croce… non lo so! Chiamo la ragazza che estrae dalla tasca un metro, mi misura e da’ il suo verdetto: 34C.

Bene, allora prendiamo un bel push up bianco 34 C.

Bianco non esiste. Il colore più chiaro che hanno e’ il color carne perché, come dice la ragazza, “e’ il colore che va per la maggiore in estate perché e’ il colore della pelle quindi non si vede…”

Scusa, ma chi al mondo si e’ mai fatto problemi nel mostrare un laccino del reggiseno bianco?

Figuriamoci, anche quando vesto bianco, se ho della biancheria nera, me la metto ed esco.

E’ questo il bello, ma vi devo insegnare tutto??

E poi il color carne non lo metterei neppure me lo regalassero: non mi piace!!

Non mi rimane che il vecchio e caro color nero che d’estate con la pelle abbronzata fa il suo bell’effetto.

Dunque, ok reggiseno 34C, nero, passiamo alle mutande. Che misuro avrò? Non vorra’ mica misurarmi anche li’?

Scartando la large a priori, vediamo come veste la media: troppo grande.
Vediamo la piccola: troppo grande.
Cavolo: sono dimagrita o sono in un negozio per elefanti?

Purtroppo…. la seconda!

Non esistono taglie più piccole della small, prendere o lasciare.

Prendo, vado alla cassa e pago.

Adesso ho un bellissimo completo nero che ha reso il mio seno rigoglioso e orgoglioso.

Scommetto che l’inventore del push up e’ l’uomo piu’ amato dalle donne, dopo George Clooney.

 

postato da: Manroy alle ore 17:42 | link | commenti (7)
categorie: quella magnifica sensazione, frammenti americani
mercoledì, 06 giugno 2007

le piccole soddisfazioni della vita

Una bella canzone alla radio,

un buon vino scelto quasi a caso sullo scaffale

un biglietto con un cuore

un croissant ancora caldo

i pantaloni dell’estate scorsa che adesso ti stanno larghi!

postato da: Manroy alle ore 06:23 | link | commenti (8)
categorie: quella magnifica sensazione