Cronaca e racconti di una vita straordinariamente ordinaria. Come un criceto che ogni giorno fa i soliti giri di ruota, sgranocchia una ghianda e pensa, pensa... ...
Oggi ho ricevuto la mia green card.
E lo dico soddisfatta perche’ il 16 novembre saranno 4 anni che vivo qua.
Quattro anni non facili, con alti e bassi, soprattutto bassi.
Ricordo quando nel lontano febbraio 2005 iniziai la pratica.
Non ci capivo niente.
Tutte quelle parole in inglese cosi’ pesanti, difficili da capire.
Eppure mi concentrai e li guardai tutti.
Completai da sola il modulo per la richiesta del Social Security, quello per lavorare, quello per viaggiare in attesa che mi fosse rilasciato un permesso di soggiorno provvisorio, quello medico per evitare un miliardo di vaccini che avevo gia’ fatto in Italia, quello per la rimozione della condizione del permanent resident.
E tutto da sola, senza l’aiuto di un avvocato.
Ho rischiato molto, moltissimo perche’ quando invii i moduli con assegno allegato, sai benissimo che l’ufficio in questione incassera’ automaticamente il tuo assegno, questo anche se i fogli non sono stati completati correttamente, che in questo caso vengono respinti e richiesti dei nuovi con altro assegno.
Ho fatto Tutto da sola. Senza avvocato.
Adesso ho la mia green card con scadenza novembre 2018.
Che dite, mi basteranno?
Next step la cittadinanza. A gennaio faro’ richiesta della cittadinanza e con questo chiudero’ completamente il mio file.
Non mi sto naturalizzando americana. Sono e rimarro’ italiana al 100%.
Ma la cittadinanza mi serve e la esigo.
Per i soldi spesi fino ad oggi.
Per le tasse che ho pagato fino e paghero’.
Per tutti sacrifici fatti che alla fine si trasformeranno con un passaporto che mi dara’ la possibilita’ di vivere e moltiplicarmi negli States senza limite.
E poi per schiaffarlo in faccia ad un paio di persone che non hanno mai creduto in me e in questa mia scelta.
Quattro suore vanno in paradiso dopo un incidente stradale.
Le accoglie San Pietro, che però deve ammonirle per qualche comportamento scorretto avuto durante l'esistenza in vita.
"Allora, Suor Germana, vedo qui sul registro che quando avevi 17 anni hai visto di nascosto il pisello del tuo parroco. Se sei pentita, lavati le palpebre nell'Acqua Santa e le porte del Paradiso ti si apriranno per l'eternità!"
La suora ubbidisce e viene beatificata.
"Tu, invece, Suor Fabiana, vedo che a 20 anni hai toccato il pisello del parroco. Lavati le mani nell'Acqua Santa."
La seconda suora ubbidisce ed entra.
"E tu invece, suor Gabriella..."
A quel punto interviene suor Lucia: "A San Pie', te dispiace se mi sciacquo la bocca prima che Suor Gabriella si lava il cuLo?"
Quest post non e' farina del mio sacco, ma mi sembrava carino
da postare nel giorno delle donne!
PERCHE' LE DONNE STANNO COSI' TANTO NEI BAGNI PUBBLICI?
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da
bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne
ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava:
'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la
posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per
sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con
la tavolozza.
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di
una bambina,importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il
resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è
terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta
per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti
ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia
Brad Pitt.
Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle
altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia
incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo
addosso'. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la
bambina piccola che non può
più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso
alla persona che esce.
Entri e ti accorgi che non c'è la chiave
(non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla
porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è
pieno di liquidi non ben definiti e non osi appoggiarla lì, per
cui te la appendi al collo ed è pesantissima,piena com'è di cose che
ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le
tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è
la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti
abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh...
finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe...
perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni
abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa
forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.
Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di
coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe
nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai
su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per
un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!!
Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione'
richiede grande concentrazione.
Per allontanare dalla mente questa
disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce
n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di
cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per
cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma
non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e
devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti
vedranno semi seduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora
urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la
mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che
aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta
senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne
un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti
accontenti di uno, non si sa mai.
In questo preciso momento si
spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non
sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con
la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i
secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il
cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa
sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal
colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti
scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua
mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo
cu*o non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché
davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la
debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo
sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel
bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di
acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla,
non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e
tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una
posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti
le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per
questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora
aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a
sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato
un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di
carta igienica
attaccato alla scarpa o peggioancora con la cerniera abbassata! A
me è capitato una volta, e non sonol'unica a quanto ne so! Esci e
vedi il tuo ragazzo che è già uscito dalbagno da un pezzo e gli è
rimasto perfino il tempo di leggere Guerra ePace mentre ti
aspettava.
'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda'
ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne
andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la
borsa e il cappotto,l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il
kleenex da sotto la porta;così è molto più semplice e veloce perché
tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'.
E la dignita'.
Per chi ha ama gli indovinelli....
Se in una corsa podistica, un corridore supera il terzo in classifica, con che posizione si piazza?
E se invece superasse l’ultimo classificato?
E adesso vi voglio tutti a darmi la vostra, venghino signori, venghino....
Martedi’ prossimo 5 febbraio sono stata convocata dagli uffici del Homeland Security (immigration) per il rinnovo, l’ultimo della green card. Questa volta durera’ 10 anni, persino troppo rispetto al periodo che ci rimane da spendere negli States.
In teoria dovrebbero rifarmi una nuova foto identificativa, riprendere tutte le impronte digitali per ri-schedarmi nel loro sistema.
Ricordo che due anni fa avevo l’appuntamento alle 7.30 la mattina, ma era dall’altra parte della citta’ infatti alle 6.15 eravamo gia’ in macchina...
Io ero pronta ad avere la classica intervista doppia con il neo maritino, domande esitenziali e profonde quali “che tipo che dentifricio usa tuo marito”, oppure “quale e’ il suo piatto preferito”, domande che avrebbero rifatto anche a lui in sede separata per verificare che ci conoscessimo sul serio e che quel matrimonio fosse vero.
Certo... perche’ dopo 5 anni di fidanzamento e 6 mesi di matrimonio secondo loro si puo’ ricondurre il tutto a un dentifricio..
Anyhow... quando arrivai li’, scoprii che quella visita sarebbe stata dedicata esclusivamente ad una fotografia e alle impronte digitali. Ma io non ero pronta al servizio fotografico... tanto meno nessuno mi aveva detto che quella foto sarebbe stata l’unica foto con cui il governo americano mi avrebbe schedato e che avrei mostrato a tutti gli agenti negli aeroporti per viaggiare da/in/per gli USA per i successivi due anni.
Io, che sono sempre truccata e ben vestita, vista la levataccia, arrivai totalmente impreparata con un bellissimo viso bianco cadaverico, stanco e struccato!!
Purtroppo in certe occasioni non hai scelta e a meno che tu non abbia la pouchette con il make up in borsa, ti fai la foto cosi’ come sei. Un mostro insomma.
Non solo, ma a renderla ancora piu’ brutta fu il fatto che queste foto non ammettono sorrisi o mezzi sorrisi, l’espressione deve essere seria, la bocca leggermente aperta, e per chi ha i capelli lunghi come me, sono da posizionare dietro alle orecchie che devono essere ben visibili in foto.
Mostruosita’ a parte, quella foto oltre che a essere vergognosa, e’ la riproduzione fedele della faccia che ho dopo un volo intercontinentale.. quindi nessun operatore aeroportuale ha mai avuto problemi a riconoscermi e a farmi entrare negli States. Per fortuna...
Le impronte digitali invece furono divertenti perche’ fanno tutto loro...l’ufficiale in questione ti prende la mano e poi un dito per volta che posiziona con un po’ di pressione su un lettore ottico dove una lucina rossa (laser?) ti scannerizza le impronte.
A me personalmente riuscirono a leggere “solo” 9 dita. Il mignolo della mano sinistra, ovviamente grande come quello destro, sembra fosse “troppo piccolo” e la macchina proprio non voleva leggerlo. Peccato, e’ il mio dito migliore.
Ma sono sicura che martedi le cose saranno diverse. Prima di tutto l’appuntamento e’ previsto per le 11 della mattina; questo significa che potro’ dormire anche fino alle 9, avro’ il tempo di fare colazione, truccarmi, e andare li’ in condizioni perfette, riposata per una nuova bellissima foto. Per le impronte digitali, spero riescano a leggere anche il mignolino mancante... altrimenti il giorno in cui commettero’ un reato, avro’ cura di non lasciare impronte con le altre dita, ma eventualmente solo con quel dito almeno nessuno potra’ arrivare a me....
Scherzi a parte.... se tutto andra’ bene, martedi’ saltero’ un giorno di lavoro, mi rimescolero’ per almeno due ore con i tanti immigrati di Washington DC e dintorni, avro’ finalmente una foto nuova, delle nuove impronte digitali (non sapevo cambiassero dopo 2 anni!) e per altri 10 anni non avro’ piu’ noie.
Can’t wait..................
Eccomi in un paio delle numerose battutacce giornaliere che faccio al mio principe:
-.... perche’ io sono troppo bello e intelligente per essere umano. Potrei essere paragonato ad un dio greco. Anzi mi sa che i miei genitori hanno proprio sbagliato nome.
- [IO] Ah si, e come avrebbero dovuto chiamarti? Apollo, Achille o Astronzo?!
...e in motorino:
- [IO] Vai pianino che e’ pericoloso. Non sei mica Valentino Rossi!
- No, e’ vero. Sono Stoner.
- [IO] Se', se' ... diciamo che al massimo sei Sto-ca@@o!!
Scusate le volgarita’... ma in Toscana le parolacce sono usate piu’ per far ridere che per offendere qualcuno! Sul serio!
Esco dalla palestra con giacca e casco in mano e mentre mi avvio alla porta, mi ferma una ragazza della reception, capelli neri, monociglio nero, pelle bianchissima:
- Hai una vespa?
- No, e’ uno scooter [questi americani capiranno MAI che uno scooter e’ uno scooter e una vespa NON e’ uno scooter??]
- E che marca e’?
- E’ un Piaggio
- Lo consiglieresti?
- Certo, e’ una buona marca italiana
- Di quale parte d’Italia sei?
- Firenze
- Ah, i miei genitori sono della Sicilia. Secondo te posso dire di essere italiana? No, sai... e’ che avendo i genitori italiani e avendo la zia in casa che cucina sempre cibo italiano..
- Credo che essere italiano significhi appartenere ad una certa cultura che va ben oltre cosa mangi o la lingua che parli
- Quindi secondo te, io non sono italiana?
- Ma non lo so, non ti conosco neppure!! Be’, io adesso devo andare. Ciao.
- Certo, scusa... allora Buenas Tarde!
In macchina ascoltando The Best of Bocelli e in particolare “Con te partiro’ ”
- Certo che Bocelli ha una gran voce
- [IO]: Si, non e’ male
- Credo che sia l’unico cantante italiano bravo sulla piazza. Non parliamo poi di donne.. non credo ce ne siano così brave
- [IO]: Mah, non sono d’accordo.. Giorgia per esempio ha una gran bella voce. Non ha fatto molte canzoni importanti, ma in compenso e’ molto brava
- No, Giorgia non mi piace e non la considero così brava
- [IO]: Giorgia? Ma scherzi? Ha una voce fantastica!
- No, non secondo me la sopravvaluti. Le belle voci sono tutta un’altra cosa.
Finisce “Con te partiro’ ”, ed inizia “Io vivo per lei” cantata da Bocelli e Giorgia.
- Ecco per esempio, questa ragazza non canta male. Anzi, direi che e’ proprio brava. E’ l’unica voce italiana a cui do un voto più che decente
- [IO]: Guarda che e’ Giorgia….
- Ah….
Morale:
Se sei un italiano all’estero da dieci anni e non sai chi e’ Giorgia, prima di dare risposte così ferme, gira il CD!