Cronaca e racconti di una vita straordinariamente ordinaria. Come un criceto che ogni giorno fa i soliti giri di ruota, sgranocchia una ghianda e pensa, pensa... ...
Quando proprio non riesco a resistere e mi va di spendere qualche dollaro in piu’, vado in questo liquor store vicino alla palestra che vende vino, formaggi ed affettati.
Ebbene si: hanno la mortadella, bresaola, prosciutto cotto e crudo, salame, speck.
E sono tutti importanti dall’Italia.
Sono buoni, carissimi, ma buoni. Li compro ogni tanto, giusto per togliermi lo sfizio.
Gli addetti al taglio sono 2, entrambi sudamericani.
Il primo e’ un signore che ha la classica faccia da salumiere. E’ simpatico, ti fa assaggiare tutto, taglia il prosciutto con l’affettatrice in maniera decente.
L’altro e’ un ragazzotto poco sveglio che taglia il prosciutto come potrebbe farlo un cane.
O meglio, lo lima in tante piccolissime fettine che da quanto sono fini, diventono straccetti di prosciutto. Sono cosi’ fini che non si riesce neppure a ricostruire una fetta.
Ma la cosa che piu’ mi lascia allibita e’ come lo impacchettano.
Scordatevi il classico rotolino lungo verticale studiato nei secoli dai prosciuttai modenesi per conservare le fetta integra.
No. Loro hanno una loro maniera. Lo piegano in tanti rettangoli.
In pratica il foglio grande viene piegato in due. A sua volta questo rettangolo viene ripiegato nel mezzo e cosi’ via fino ad avere un pacchetto poco piu’ grosso di un portafoglio.
Ieri torno a casa con la voglia di assaggiare una fetta di prosciutto appena comprato, apro il pacchetto e cosa mi ritrovo?! Una polpetta di straccetti di prosciutto tutti ammassati assieme, complice anche il caldo.
Ho provato a selezionare una fetta, ma non ci sono riuscita.
Che rabbia. Gia’ lo pago un occhio della testa, per lo meno fatemelo gustare come si deve.
Che poi tagliato fine o grosso, a straccetti o a fette, se chiedo un quarto di pound di prosciutto, un quarto di pound rimane a prescindere dal taglio.
E allora su via, tagliamelo bene.
Neppure ad avere il buon prosciutto italiano si riesce a mangiare una fetta decente. Eppure quando a casa della mia mamma taglio il prosciutto con l’affettatrice produco fette superbe. Io che non faccio la salumiera.
Quindi i casi sono due: o sono geniale, o sono degli incompetenti loro.
Opto per la seconda, mio malgrado a malincuore.
Ci sono comportamenti che sono antisessuali per eccellenza. Sono cosi’ potenti che funzionano meglio degli anticoncezionali, perche’ garantisco che niente potrebbe mai succedere. Neppure lontanamente per sbaglio.
Esempio..
Credetici o meno… ma quanto sopra non e’ frutto della mia fantasia, ma sono persone reali che ho conosciuto.
A casa mia si chiamano LOOSERS.
Meditate gente. Meditate.
Stiamo iniziando a guardare qualche casa a Los Angeles.
No, non ci sono miglioramenti rispetto al post precedente, ma in qualche modo si dovra’ pur campare e visto che a fine anno dobbiamo venire via de DC e visto che la situazione in Italia adesso e’ terribile, non ci rimane che proseguire l’avventura sulla West Coast.
Non stiamo prendendo nessuna decisione definitiva, vogliamo solo capire quanto dobbiamo sborsare per avere una casina decente, perché dopo 5 anni in una one bedroom, avremmo anche voglia di avere una casa con garage, cucina decente, terrazzo… giusto perché effettivamente una one bedroom va bene per qualche anno.
Speravo/pensavo che in California le cose fossero un po’ diverse, e invece puntualmente in ogni casa che guardo ritrovo la mia ”amata” moquette. Per non parlare delle cucine e dei bagni che sono gia’ arredati (compri la casa con cucina e bagno inclusi), e vi lascio immaginare che cucine.
Tutte della Boffi con il piano in granito.
You wish.
Certo, nessuno ci obbliga a tenere quei mobili, possiamo anche buttare via tutto e rifarne dei nuovi, ma il costo ovviamente sale. Gia’ dobbiamo tener conto di togliere tutta la moquette e metterci un pavimento pulibile, quindi meglio stare calmini con le spese.
Vedo anche che tante case hanno la piscina. Ecco, di questa faccio veramente a meno.
Si, fa figo dire che hai la piscina, ma non voglio neppure immaginare i costi di pulizia e gestione di una “vasca“ da bagno grande. Meglio lasciar perdere.
Insomma, qua servono tanti soldi. Non solo, ma dobbiamo entrare nella condizione mentale che se compriamo casa lì, dobbiamo anche prevedere di allungare questa permanenza americana di almeno altri 2 o 3 anni.
Sarei un po’ stufa di stare qua, ma d’altra parte non ci sono altre alternative.
Spero che la California mi faccia ricredere su questa vita ammericana.
Beh, per lo meno non fara’ freddo.
Ieri passo di corsa al supermercato e per curiosita’ sono entrata nel corridoio misterioso e bandito da sempre: cibi macrobiotici e vitamine.
Sorvolando sui cibi macrobiotici che non mangio perche’ a me una sana pastisciutta non me la leva nessuno, mi soffermo sulle vitamine e quale splendore di colori ed ordine!
Negli USA le vitamine sono un must e visto come mangiano, credo proprio che siano necessarie al 99.9% della popolazione perche’ il valore nutritivo di un piatto di insalata non e’ paragonabile alla foglia di lattuga dentro un cheesburger.
Sorvolando anche su questo perche’ sull’alimentazione americana si potrebbe fare un trattato, torniamo alle vitamine e al loro splendore. Sono rimasta stupita da tutte queste boccettine colorate ordinate per vitamina, era come se lo scaffale si fosse trasformato in un alfabeto! Ero li’ che ammiravo la successione della vitamina A, a cui seguiva la B, poi la C, la D............ wow! C’era proprio tutto: il betacarotene, ferro, acido folico, magnesio, zinco, tutto suddiviso perfettamente e in boccette da 50 o 200 pastiglie.
Erano cosi’ belle che le avrei volute comprare tutte da poter ammirare anche nella mia cucina.
Tornata a casa un dubbio mi ha tormentato tutta la sera era: ma che sapore avranno? Ma la vitaminca C ha il sapore di limone/arancia?
E se e’ cosi’, che sapore ha lo zinco? E la vitamina A?
E se preso un multicentrum, si assaggia una delle caramelle tutti i gusti di Harry Potter?
Chissa’.... magari quel corridoio fino a ieri bandito altro non era che la porta per una nuova dimensione. E se due vitamine colorate hanno suscitato tanto clamore, chissa' cosa non capitera'con il cibo macrobiotico..... non si finisce ma di scoprire questo mondo!
Dopo un mese di forte stress e crisi isteriche (era per quello che non scrivevo piu’..), mi sono decisa col cercare rimedio ai numerosi tic nervosi e dolori psicosomatici.
Primo rimedio: una buona tazza (si fa per dire..) di camomilla prima di andare a letto per conciliare il sonno.
Secondo rimedio: respirazione e concentrazione sulle cose piccole e belle della vita.
Terzo rimedio: un’ora di yoga alla settimana.
Ecco che domenica pomeriggio alle 5pm sono entrata nella classe di yoga per iniziare questa nuova avventura. A dirla tutta, avevo gia’ provato yoga 2 anni fa ma non mi era piaciuto... e non credo che mi piacera’ nel futuro, ma se serve a far smettere l’occhio sinistro di ballare il rock and roll, ben venga.
Per fare yoga bisogna togliersi le scarpe perche’ si e’ piu’ liberi nei movimenti. Poi magari c’e’ anche una spiegazione piu’ sofisticata e spirituale del tipo "per essere in contatto con il suolo e la natura", ma questo non lo so perche’ non me lo hanno spiegato.
Bene: tolte le scarpe, ti metti seduto sul tappetino e come ogni altra lezione con insegnate a seguito, inizi a fare quello che dice l’istruttore e nel mio caso quello che fa quella accanto perche’ certi termini in inglese, mica li conosco!
Insomma, si passa un’ora a fare cose strane, proiezioni del tipo il cane, guerriero 1, guerriero 2, ponte... tutte cose piu’ o meno fattibili che in teoria dovrebbero sciogliere il corpo dalla tensione... ma che a mio avviso sono anche faticose e pensare che sono pure allenata!
Il perche’ yoga non mi fa impazzire e’proprio perche’ lo considero una sorta di stretching, ma con movimenti “teatrali” che personalmente considero piu’ spirituali che puro allenamento fisico. Non conoscendo tale cultura e non avendo quel background, per me le cose sono molto semplici: o mi alleno facendo fatica, o mi metto davanti ad uno specchio e faccio stretching magari forse con risultati pure migliori!
Stop. Tutto il resto... cane, guerriero... per me sono movimenti strani che non capisco..., non vorrei esagerare ma posso dirvi che per fare quelle posizioni e per mostrare agli altri di non essere una completa incapace-pezzo di legno quale sono, mi sono sforzata talmente tanto da irrigidire i muscoli, invece di tirarli per rilassarli!
Per non parlare del fatto che quei tappetini sono usati a piedi scalzi un po’ da tutti e quando sei a faccia sdraiata sul tappettino, un po’ di puzzino si sente...
Insomma, si non mi piace, ma lo rifaccio perche’ I’m open minded e voglio provare anche questa, ma mi sa che devo comprarmi un tappettino nuovo solo per me. Altrimenti a fine lezione, mi trovano stesa per il fetore del tappetino puzzettino!
E poi diciamocela tutta.... dire che fai yoga... fa coooooooooool!
: )
Per la serie “persone normali, che un giorno impazziscono”, ieri ho fatto indoor climbing.
E’ gia’ qualche mese che in me e’ scattata la molla de “La vita’ e’ una sola, cosa aspetti a fare quella cosa che volevi fare da tanto?”
Ecco perche’ mi sto dedicando anche ad attivita’ nuove, a volte pure rischiose, un po’ per mettermi alla prova, un po’ perche’ sono cose nella mia famosa lista TO DO ma che ancora non ho provato.
Ebbene si, dopo anni di tira e molla, ho fatto indoor climbing!!
Come funziona? Via scarpe, via maglioni, via orologio, via tutto quello che può impedire una libertà nei movimenti di braccia e gambe, indossi delle scarpine piccole e super aderenti e una imbracatura che ti sostiene alla vita e gambe a cui attacchi una corda elastica di sicurezza, poi un bel po’ di gesso sulle mani e… la vedi quella parete davanti a te con quei piccoli oggettini e maniglie colorate? Bene, ti ci devi arrampicare sopra!
I primi 2 metri sono facili anche perche’ l’altezza e’ relativamente poco “interessante”, ma poi arriva il bello! E chissa’ perche’, il livello di difficoltà aumenta e anche le maniglie si fanno molto piu’ piccole, minuscole sporgenze dove a mala pena ti ci puoi aggrappare con due dita. E poi ti vedi in alto, terribilmente in alto e inizia la paura di cadere.
Ok, sai che hai la corda di sicurezza ma quando sei a 6 metri da terra, col cavolo che ti dai una spinta e ti lasci andare nel vuoto! Ti assicuro che rimani aggrappato a quei sassetti come un ragno!!
Credo di essere stata l’unica demente che scendeva come saliva… e non per dimostrare quanto fossi brava nello scendere a mano, ma perche’ io nel vuoto non mi getto.
Il problema piu’ grande e’ che poi le mani inziano a sudare e i sassetti diventano scivolosi... ma la necessita’ di sentirti ancorata a qualcosa di fermo e’ piu’ forte di lasciarsi cadere in basso.
Non credevo che climbing fosse un’attivita’ cosi’ faticosa ma soprattutto, mi ha fatto riflettere su come quella arrampicata sul muro, possa mettere a nudo i tuoi segreti.
Se in effetti ci pensate, quel muro e’ la tua vita: più vai in alto, piu’ le cose si complicano e serve tanto, tanto coraggio per continuare a salire.
Salire, conquistare zone piu’ alte e’ molto faticoso.
Cadere e’ possibile ed umano, ma ricorda che la parete rimane li’ e se vuoi hai una seconda possibilità.
Ma soprattutto ho riconfermato a me stessa
……quanto piu’ fiducia abbia nelle mie mani e piedi che nel supporto degli altri,
ma anche che
…. indipendentemente da quanto tempo o fatica serva, da quanto in alto potrò andare o non andare, ho la certezza che ce la metterò tutta, no matter what!
Poi un giorno vi raccontero’ di quando sono entrata nella gabbia per vedere gli squali…
Ricordo che avevo 24 anni, era una calda sera di giugno e una mia amica mi chiese gentilmente di accompagnarla da una persona particolare: una maga. Si, una maga e non sto scherzando.
Lei stava attraversando un momento particolare della sua vita: lavorativamente parlando era ad un bivio, doveva prendere delle scelte che le avrebbero comportato delle spese che aveva paura di affrontare e inoltre aveva bisogno di certezze sul ragazzo che stava frequentando da 2 anni.
Io all’epoca ero single dopo una storia di 4 anni finita male, delusa da incontri fasulli e in un certo senso disperatamente sola e alla ricerca di un vero amore.
Entrammo in casa della maga e lei ci accolse nella sua cucina dove aveva appeso una fotografia di Mussolini.
Poi mi chiese di lasciarla sola con la mia amica e le fece le carte.
Finito con lei, chiese a me se volevo farmi fare le carte. In quel momento fui sopraffatta da uno strano senso di paura/curiosità… chi non vorrebbe conoscere il proprio futuro in anticipo, ma cosa faresti se ci fosse qualcosa di brutto che non vorresti mai sapere prima del tempo?
La mia amica mi convinse… e io mi chiusi in cucina con lei. La maga mi chiese cosa volevo sapere e io le chiesi cosa vedeva sull’amore nel mio futuro.
Lei mi disse che nel mio passato vedeva una storia finita male e che mi aveva fatto soffrire ma che era stato un bene per me perché lui non sarebbe mai stato una persona valida al mio fianco.
Continuò dicendo che nel mio futuro vedeva un ragazzo probabilmente del segno del Leone con cui avrei avuto una storia principalmente di sesso, che sarebbe finita e dopo di lui avrei trovato il mio vero amore.
Pagai la maga con un’offerta e uscimmo.
Ricordo che passai tutta l’estate a chiedere a tutti i ragazzi che mi “imbroccavo”se fossero del segno zodiacale del Leone. Nessuno di loro lo era, quindi inutile sprecare tempo.
Poi un giorno iniziai questa simpatica amicizia con un ragazzo più grande di me che vedevo in palestra e che poco dopo scoprì essere del Leone. Doveva essere lui, ne ero sicura. Bene adesso doveva accadere qualcosa, una storia di sesso che sarebbe finita ma mi avrebbe permesso di trovare successivamente il mio vero amore. Come dire: fai l’ultimo giro di ruota, divertiti che poi si fa sul serio.
Lui era interessato a me, ma era interessato a chiunque avesse un seno. Non importava, sapevo che era lui. E accadde o meglio feci in modo che accadesse, una storia fugace di un’ora e poi tutto finito. Tutto, anche l’amicizia.
Certo ero dispiaciuta, ma adesso sapevo che avrei incontrato il mio vero amore.
A dicembre infatti conobbi un ragazzo che mostrò subito molto interesse e io mi persi nei suoi occhi azzurri. La storia che era partita molto bene, finì malamente dopo 6 mesi con discussioni, delusioni, illusioni, progetti mai portati a buon fine e tanta sfortuna. Alla fine capii che le uniche cose che ci avevano tenuto attaccati erano una forte attrazione fisica e la mia speranza che fosse la mia dolce mela. Ma stando a quello che aveva predetto la maga, sapevo che doveva essere lui il mio vero amore e non mi persi mai d’animo.
Ero così accecata dal pensiero di lui che neppure mi accorsi di chi avevo attorno, un amico molto premuroso ed…. innamorato di me.
Ma per me quegli occhi azzurri erano tutto e insostituibili.
Dopo tanti mesi di caccia per incontrarlo nei locali, SMS, e telefonate, capii che quella storia era definitivamente finita e che era il momento di andare avanti. Aprii i miei occhi a chi gia’ mi aveva donato il cuore, e mi innamorai perdutamente. E lo sono ancora, dopo ben 7 anni.
Epilogo
La maga aveva ragione: dopo la storia di sesso, avrei trovato l’amore vero.
Peccato che non aveva azzeccato il segno zodiacale… lei predisse che il mio amore fugace sarebbe stato un leone, ma solo dopo scopri’ essere ariete!
Detto questo e premettendo che non sono mai piu’ tornata da nessun mago perche’ anche se bravi (se di bravura si puo’ parlare) non voglio conoscere il mio futuro in anticipo, oggi mia madre piangendo mi ha detto che una “maga” le ha previsto lacrime per la mia canina di due anni che vive in Italia.
Chi come me pulisce... conosce molto bene il mitico Mastro Lindo.
Bene, io non lo sapevo ma ho un mastro Lindo americano: Mr Clean!

Tra i vari regali che avevo richiesto per Natale, o meglio, il “finanziamento” imposto a mia madre necessario alla sottoscritta per comprarsi e scegliersi il regalo in maniera autonoma, c’era una tanta sospirata borsa “a donnina”. Traduco: una borsa seria ed elegante che completi la mia figura di donna in carriera e non dia l’idea della sfigata di trent’anni. Credo di aver visto tutti i negozi in centro a Firenze con borse ed annessi, dal piu’ caro, al piu’ modesto ed infine le bancherelle del mercato di San Lorenzo....
La scelta non era facile: il mio budget non era molto alto ed ahime, se vuoi una bella borsa, devi superare i 150 euro. Sono rimasta allibita dai prezzi esposti soprattutto per borse neppure di pelle ma di stoffa.... prezzi a dir poco esagerati.
Alla fine l’ho trovata o meglio lei ha trovato me. Mi ha chiamato dalla vetrina e io non ho potuto che avvicinarmi ed ascoltarla. Bellissima. Di pelle marrone scuro e pelo di cavallo con sfumature da marrone nocciola a bianco. Piccola ma non troppo. Prezzo euro 140. Neppure esagerato. La devo comprare assolutamente.
La apro e guardo tutte le taschine interne. Provo a vedere cosa entrerebbe e cosa no. Il mio portafoglio si adatta benissimo, come il mio borsettino per le monetine, le mie chiavi ed infine... il cellulare..... no, il cellulare non entra nella taschina a lui dedicata!! Lo sapevate che tutte le borse “serie” adesso hanno una taschina interna dedicata al cellulare? Questo perche’ ormai tutti hanno almeno un cellulare e perche’ per una strana legge fisico-gravitazionale e’ impossibile trovare il cellulare in una borsa prima di 10/15 secondi, tempo dopo di cui scatta la segreteria telefonica (tua) e le bestemmie di chi ti sta chiamando.
Insomma... il mio cellulare e’ troppo grande. Cosa e’ successo?? Eppure all’epoca era un gran bel cellulare... Lascio la borsa in vetrina mentre la poveretta si mette a piangere e prometto alla commessa una visita per l’acquisto il giorno successivo.
Cammino e continuo a riflettere. E camminando mi rendo conto che ultimamente tutti i miei amici e negozi di telefonia hanno cambiato i cellulari. Sono tutti modelli fantasmagorici, super piatti, con telecamera incorporata, schermo a colori, suoneria con il Dolby Surround. Poi guardo il mio e mi rendo conto che il poveretto non sa neppure cosa significa uno schermo a colori, figuriamoci una fotocamera... Anzi ora che ci penso forse sarebbe il caso di non farmi vedere a giro con una cosa del genere.... cosa penserebbe la gente di me?? Ecco che allora faccio un esame di coscienza e mi rendo conto che prima di comprare una borsa nuova, dovrei cambiare cellulare....
Mi sento confusa, disorientata, tradita.
Non avevo mai pensato ad un cellulare nuovo.. anche perche’ in Italia ci vivo solo poche settimane l’anno... e il mio vecchio Nokia funziona ancora perfettamente. Pero’ voglio anche io disperatamente il nuovo super cellulare piatto maranzone. Lo voglio. Come voglio anche la borsa. Che faccio?
Epilogo: in realta’ poi non ho comprato ne’ borsa ne’ cellulare. Mia sorella mi ha dato una borsa sua che ho adorato per giorni e che lei non usava... costo zero.
E per quel che riguarda il cellulare... ho deciso che il mio Nokia puo’ andare ancora bene pero’ mi sono promessa di fare attenzione a non farmi vedere a giro con quel pezzo obsoleto. Costo zero.
Quindi direte voi, hai incassato i soldi della mamma? Neppure. Tra le varie cose si e’ scordata di darmeli...!! Profitto: zero.
Speriamo il Natale 2007 sia piu’ proficuo.
Ci sono giorni in cui spaccherei il mondo,
altri come oggi dove neppure lo scemo della palestra riesce a farmi ridere,
anzi ci riesce ma smetto dopo 10 secondi anziche’ 10 minuti come faccio di solito.
Il mio principe e’ a Los Angeles e lo rivedo tra una settimana....
ma non sono triste perche’ lui non e’ qua... anzi, mangio, dormo senza problemi. Forse anche meglio!
Ci sono dolori che non hanno parole e chilometri che non si possono percorrere.
Ci sono attimi che sembrano eternita’ e giorni lunghi come secondi.
Ci sono persone che ottengono molto senza grossi sforzi, poi ci sono persone che devono lottare, aspettare, perdere, provare, dubitare, riprovare e soffrire.
Non e’ dato sapere perche’ ci siano certe diversita’ di trattamento.
Ricordo due bellissime frasi da due film piuttosto strani.
La prima e’ “Non puo’ piovere per sempre” da “Il Corvo”
La seconda e’ “Chi non ha provato neppure una volta nella sua vita l’amaro, non capisce quanto tremendamente dolce sia il dolce” da “Vanilla Sky”.
Adesso con la fortuna che mi ritrovo una volta che finalmente avro’ il mio pezzo di dolce, come minimo si sara’ essiccato al caldo di un sole uscito dopo secoli di pioggia.
Dico ma... tutte a me??