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Utente: Manroy
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e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

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lunedì, 04 settembre 2006

l'uomo del collegio e il lupo mannaro

Qualche giorno fa ero al telefono con la mia mamma e puntualmente c’era mio nipote che stava facendo casino. Mia madre disperata dopo una giornata di "Cristian no, stai fermo, non fare casino" etc.. parte allora con le minacce..

-          Cristian fai il bravo

-          Na na.. na (con sottofondo rumori di oggetti sbattuti)

-          Guarda che se non fai il bravo, chiamo l’uomo del collegio che ti porta via!

-          No nonna, l’uomo del collegio no... faccio il bravo (ed inzia a piagnucolare pregandola di non chiamare l’uomo del collegio)

Io che assistivo al tutto via Internet, mi stavo facendo una di quelle risate a denti stretti che neppure immaginate. L’uomo del collegio? Questa non l’avevo ancora sentita! Mi sembra di capire che l’uomo del collegio e’ quel signore che ti porta via dalla casa e dalla famiglia, per andare in collegio... Ai miei tempi, esistevano l’uomo nero e il lupo mannaro, ma i tempi cambiano e anche le paure dei bambini.

Ricordo ancora quante volte la mia nonna mi minacciava con “Guarda che adesso arriva l’uomo nero!” oppure “Ecco il lupo mannaro!”

Nella mia mente di 5 anni l’uomo nero era... non un africano, ma un uomo tutto nero con vestiti strani, lunghi, tutti neri, gli occhi bianchissimi, non rideva mai, era cattivo e mi avrebbe portato via per sempre. Non era assolutamente un nero americano o africano, anche se devo dire che nella mia mente dei 30 anni ho completamente dimenticato quell’uomo nero e l’ho sostituito con il vero uomo nero rap che ammetto mi fa una paura bestiale. Immaginatevi questi ragazzotti di colore vestiti con maglie, pantaloni e giacchetti-piumini grandi almeno 3 volte la loro misura che camminano stranamente  che ti si avvicinano e tu sei sola... a quel punto non saprei se iniziare a correre o piangere. Ma questo e’ un altro discorso.

La cosa che pero’ piu’ mi faceva paura all’epoca... era il lupo mannaro. Per me il lupo mannaro era un mostro grande, molto forte che non era assolutamente un cane, anzi una bestia enorme con dei denti aguzzi, sapeva parlare ed era intelligente come un uomo.

Ricordo ancora con certo timore uno dei tanti sogni che facevo sul lupo mannaro...

Adesso voi dovete sapere che quando ero piccola abitavo in una vecchia casa dove ogni stanza era collegata ad una sola altra.... dalla cucina si passava al soggiorno, dal soggiorno alla mia camera, dalla mia camera a quella dei miei genitori. Tra la mia camera e quella dei miei genitori era stato ricavato uno sgabuzzino dove veniva ammucchiato un po’ di tutto. Questo sgabuzzino era poco illuminato, ed aveva uno scaffale altissimo (a mio avviso infinito) con cose di cui non capivo il valore e la funzione. Ecco, per me in quello stanzino si nascondeva il lupo mannaro. Tutte le volte che dovevo andare a prendere qualcosa, ero cosi' terrorizzata che accendevo tutte le luci, correvo fino a li’ cantando (per tranquillizzarmi) e poi di corsa indietro fino alla cucina. Vi immaginate addormentarsi sapendo che nella stanzina accanto c’e' il lupo mannaro?!

Una notte appunto, ho avuto anche un incubo terribile che ricordo ancora nei minimi dettagli. Era sera, tutta la mia famiglia era in cucina, unica stanza illuminata in tutta la casa. Io non vedevo la luce, ma li sentivo parlare. Ero in quello stanzino, volevo scappare ma non ce la facevo. C’era qualcosa che mi fermava, non vedevo cosa fosse ma sentivo qualcosa attorno a me, del pelo ispido sulla mia pelle: era il lupo mannaro! Riesco finalmente a scappare, ma non avevo forza nelle gambe, e mi trascinavo a terra a gattoni.. con sforzi incredibili riesco a raggiungere la mia camera da dove si iniziava a vedere un po’ di luce. Con grandissima fatica, raggiungo il soggiorno, la luce proveniente dalla cucina diventa piu’ intensa, vedo i miei genitori e .. dovevo assolutamente avvisarli che c’era il lupo mannaro nello stanzino e che dovevano scappare, provo a gridare ma non ho voce ...loro nel frattempo non mi vedono e non mi sentono, e mentre sono solo ad un metro da loro, quel pelo ispido e ruvido mi aggancia e mi ritrascina nello stanzino... Non ero riuscita ad avvisare la mia famiglia... ma riesco nuovamente a scappare e ad arrivare quasi alla cucina per poi ... essere di nuovo afferrata.. e riportata al punto di partenza. E cosi’ via..

Ecco avere un sogno cosi’ a 5 anni... ti spaventa per sempre e ti manda in paranoia!

 

Oggi penso a quanto ero sciocca e piccola a credere al lupo mannaro... che non esiste! (me lo confermate, vero?)

E sorrido pensando a Cristian chiedendomi: quanto tempo ci mettera’ e capire che l’uomo del collegio non esiste e a mandare a fanc.... la mia mamma?!

postato da: Manroy alle ore 12:16 | link | commenti (7)
categorie: cristian, mi assale un dubbio
martedì, 04 luglio 2006

un tuffo in piscina

Mio nipote mi adora. E a me piace lui. Soprattutto mi piace perche' mi ascolta, imita, pende dalle mie labbra  anche se a volte mi da' ai nervi perche' testone e troppo piccolo per capire e ambiare atteggiamento.
Oggi ho avuto il grande onore di vederlo in piscina. In teoria dovrebbe essere un corso di nuoto, in pratica si tratta  di 20 minuti di schizzi, urla, paura di mettere la testa sott'acqua.
Ormai lo vedo solo due volte l'anno e ogni volta rimango stupida di quanto cresce senza di me. Oggi per la prima volta, l'ho visto "a grande". E' entrato in piscina per fare ginnastica con il suo asciugamano piccino, ciabattine piccine e da solo si e' spogliato e cercava di fare ginnastica.
Ovviamente non e' ancora in grado di imitare tutti i movimenti di un adulto alla perfezione, insomma ha solo 4 anni! Pero' mi cercava e mi urlava "zia guardami !" e mi salutava.
Mi sono commossa. Ho cercato di fermare i lucciconi e ce l'ho fatta ma avevo un groppo alla gola terribile.
Poi e' entrato in acqua e mi ha fatto tornare in mente quando anche io da piccola facevo il corso di nuoto, di quando facevo la ginnastica in acqua distesa al bordo della piscina per battere "forte, forte" le gambe e poi quel "VIA" dell'istruttore che mi agitava perche' era il mio turno e ... non solo non sapevo nuotare, ma avevo anche paura di quell'acqua cosi' alta.
Lui ancora e' piccolo ma si diverte e oggi anche io con lui. Sono tornata per un secondo piccina anche io a vedere la sua attrezzatura cosi' piccola. Mi piaceva fare ciao con la manina dagli spalti e vedere lui che si atteggiava per mostrarmi quanto e' bravo nel mettere la testa sott'acqua, anche se in realta' ci infila appena il naso!
Sono sicura che entro un anno sara' in grado di accennare un po' di nuoto. Bravo. Io ho imparato solo a 25 anni a nuotare!
Gli voglio bene e capisco la sua paura e voglia di mostrare che ce la puo' fare anche fregando l'istruttrice e partendo prima degli altri nelle gare in acqua.
Abbiamo lo stesso DNA, la voglia di divertirsi, stare con gli altri, imparare, capire e crescere.
Magari tra 6 mesi al mio ritorno faremo un bagno insieme e gli faro' vedere come nuota sua zia!

Chissa'.

postato da: Manroy alle ore 13:23 | link | commenti (5)
categorie: cristian
mercoledì, 17 maggio 2006

Una ziguli' di troppo!

Oggi come al solito ho parlato oltre oceano con la mia famiglia e mia madre mi ha raccontato la sua avventura giornaliera tra le mura di casa.

Pare che mio nipote, forse assorto dalle fantastiche storie di mostri spaziali tele dummies   si sia.... infilato una ziguli' nel naso!  

Nessuno si era accorto di niente, fino a quando spaventato ha iniziato ad urlare  

dicendo che non respirava. Ad essere sinceri respirava, ma era molto spaventato e nei suoi 4 anni non sapeva come spiegare alla mamma o alla nonna cosa avavsse fatto. Poi ha ammesso di essersi conficcato una ziguli' nel naso e piangendo l'unica cosa che sapeva dire era che non voleva andare all'ospedale.

Poi ha chiesto in successione, prima un cucchiaio???       e poi delle pinzette??!!       per estrapolare la caramella del naso da solo. Per fortuna che gli hanno fatto soffiare il naso "forte forte" e la ziguli' e' uscita da sola. Tanta paura tutti e probabilmente una bella lezione imparata a 4 anni: MAI infilararsi cose in posti molto stretti.

Io ovviamente conoscendo lui, mia madre e mia sorella, mi sono messa a ridere e mia madre ha giustamente commentato che IO dovrei essere la prima ad evitare conclusioni scontate anche perche' da piccola ne ho combiante tante di cose altrettanto grosse.

Ed ha ragione. Chissa' quanto tempo era che non mi ricordavo quando a 5 anni mi dilettavo alla scoperta dell'ignoto!

Una volta giocando, volevo imitare un elefante  , 

ma ovviamente mi mancava la proboscite. Solo quella? Beh, nella mia fantasia di bambina di 5 anni, direi di si! E allora realizzai che un bel ombrello  poteva fare al caso mio. Solo che l'ombrello era troppo pesante da sollevare con i denti, insomma dovevo incastrarlo e... ci riusci!   Non so cosa feci, ma me lo infilai proprio nella mascella, sotto la lingua e il manico di ombrello non voleva piu' venire via. Vi immaginate la scena di questa bambina che si mette a piangere e che non riesce a spiegare ai genitori come liberarsi di quella magnifica e utilissima proboscite??!!

Poi i miei genitori riuscirano a togliermelo e successivamente si misero anche a ridere, ma io ricordo solo tanto dolore e paura.

Vogliamo anche parlare di quanto mi portai via con il lucchetto della porta mezza unghia di un pollice?

Oppure di quando per inseguire un uccellino (mai esistito) mi sono rotta un polso??  

Di acqua sotto i ponti ne e' passata e la lezione e' stata imparata.

Adesso ci rido e ci scherzo, ma credo di non essere stata l'unica a fare cose cosi' assurde.

E mio nipote ne e' la prova. Che ci sia una tara genitica??  

 Mah, secondo me e' colpa dei teledummies!

postato da: Manroy alle ore 21:13 | link | commenti (4)
categorie: cristian