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Utente: Manroy
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e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

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mercoledì, 02 aprile 2008

le camice nuove

Non ci crederete, ma ora che il conto alla rovescia e’ iniziato per andare via (si fa per dire visto che manca ancora un anno e mezzo…), mi sto dilettando a sperimentare cose nuove.

Una di queste e’ la lavanderia.

Fino ad oggi ho sempre lavato tutto io, bucato a mano o nelle meravigliose lavatrice americane che lavano in orizzontale con pessimi risultati.

Il mio bucato viene rigorosamente steso su uno stendino che rimane nel soggiorno bello aperto, carico o no, fino a quando mi ricordo di chiuderlo e di riporlo nell’armadio a muro.

Il fatto e’ che non abbiamo terrazzo o giardino ed evito come la peste le asciugatrici perché oltre che a essere costose, rovinano i vestiti. In quell’affare infernale ho rovinato dei golfini che mi hanno accompagnato in tante avventure e che ora, forse solo il mio nipote di sei anni potrebbe indossare. Peccato.

 

Le magliette e camice però hanno sempre avuto un trattamento diverso: le lascio asciugare appese ad  una gruccia direttamente nell’armadio almeno prendono la piega perfetta.

Be’… in effetti quella e’ anche l’unica piega che possono prendere perché…. udite udite… non ho il ferro da stiro. Adesso prima che offendiate il mio essere donna, vorrei solo giustificarmi con il fatto che non mando fuori mio marito vestito con grinze, e’ sempre bello in ordine, ma non ho mai voluto comprare il ferro perché ci sembrava una spesa inutile e una fatica in più per me da evitare.

E fino ad oggi tutto e’ andato bene.

 

Ultimamente però il maritonzolo, complice un collega di lavoro italiano che veste solo con camice, ha scoperto che a 30 anni si dovrebbe andare a lavoro con un abbigliamento un po’ più consono e lasciare le sue adorate magliette aderenti della Sisley per la pizzeria il venerdi sera….

Ecco che quindi ha deciso di vestersi “ad omino” come direbbe mia madre e ha iniziato ad usare le camice.

Il fatto e’ che la camicia anche se stesa con la gruccia alla perfezione come faccio, mantiene sempre quel look un po’ disordinato perche’, in effetti ha bisogno di una ferrata calda.

Ma io non posso dargliela perche’ il ferro appunto non ce l’ho… e neppure lo voglio comprare visto che tra non moltissimo andremo via.

 

E allora ecco l’illuminazione: portiamo la camice dal lavandaio.

Detto fatto. Accanto alla palestra c’e’ proprio il negozietto e per la prima volta ci sono entrata ieri con ben 5 camice da lavare. Vista la mole dei vestiti che hanno, ho immaginato che fossero bravi… o poco costosi…. Forse piu’ la seconda visto che in tutto ho speso “solo usd 4.95”. Vi rendete conto? Meno di 5 dollari per 5 camice da lavare, asciugare, stirare.

Il tipo mi guarda e mi blatera qualcosa che non capisco. Gli chiedo cosa significasse e lui mi spiega se fossi interessata a renderle “piu’ dure”. Ah intendi dire se vogliono che siano inamidate?? No, grazie, un normale lavaggio puo’ bastare.

Pago, mollo il fardello ed esco con lo scontrino.

 

Oggi sono tornata a prenderle e con grande soddisfazione vedo che hanno fatto un bel lavoro. Sono tutte su una gruccia di metallo, belle pulite, con i polsini e il colletto perfetti. E bravi i lavandai. Anzi, hanno riportato le camicie ad un colore bianco accettabile visto che a forza di lavarle con i panni colorati, avevano preso un po’ il grigetto.

 

Dunque tutti soddisfatti: io, il maritonzolo, il lavandaio e il portafoglio che ha speso poco e si e’ risparmiato l’acquisto di nuove grucce di plastica all’Ikea… certo perche’ queste di metallo che mi hanno dato loro, mica le butto, le riuso!

 

 

 

postato da: Manroy alle ore 18:47 | link | commenti (3)
categorie: frammenti americani