Cronaca e racconti di una vita straordinariamente ordinaria. Come un criceto che ogni giorno fa i soliti giri di ruota, sgranocchia una ghianda e pensa, pensa... ...
Per la serie “persone normali, che un giorno impazziscono”, ieri ho fatto indoor climbing.
E’ gia’ qualche mese che in me e’ scattata la molla de “La vita’ e’ una sola, cosa aspetti a fare quella cosa che volevi fare da tanto?”
Ecco perche’ mi sto dedicando anche ad attivita’ nuove, a volte pure rischiose, un po’ per mettermi alla prova, un po’ perche’ sono cose nella mia famosa lista TO DO ma che ancora non ho provato.
Ebbene si, dopo anni di tira e molla, ho fatto indoor climbing!!
Come funziona? Via scarpe, via maglioni, via orologio, via tutto quello che può impedire una libertà nei movimenti di braccia e gambe, indossi delle scarpine piccole e super aderenti e una imbracatura che ti sostiene alla vita e gambe a cui attacchi una corda elastica di sicurezza, poi un bel po’ di gesso sulle mani e… la vedi quella parete davanti a te con quei piccoli oggettini e maniglie colorate? Bene, ti ci devi arrampicare sopra!
I primi 2 metri sono facili anche perche’ l’altezza e’ relativamente poco “interessante”, ma poi arriva il bello! E chissa’ perche’, il livello di difficoltà aumenta e anche le maniglie si fanno molto piu’ piccole, minuscole sporgenze dove a mala pena ti ci puoi aggrappare con due dita. E poi ti vedi in alto, terribilmente in alto e inizia la paura di cadere.
Ok, sai che hai la corda di sicurezza ma quando sei a 6 metri da terra, col cavolo che ti dai una spinta e ti lasci andare nel vuoto! Ti assicuro che rimani aggrappato a quei sassetti come un ragno!!
Credo di essere stata l’unica demente che scendeva come saliva… e non per dimostrare quanto fossi brava nello scendere a mano, ma perche’ io nel vuoto non mi getto.
Il problema piu’ grande e’ che poi le mani inziano a sudare e i sassetti diventano scivolosi... ma la necessita’ di sentirti ancorata a qualcosa di fermo e’ piu’ forte di lasciarsi cadere in basso.
Non credevo che climbing fosse un’attivita’ cosi’ faticosa ma soprattutto, mi ha fatto riflettere su come quella arrampicata sul muro, possa mettere a nudo i tuoi segreti.
Se in effetti ci pensate, quel muro e’ la tua vita: più vai in alto, piu’ le cose si complicano e serve tanto, tanto coraggio per continuare a salire.
Salire, conquistare zone piu’ alte e’ molto faticoso.
Cadere e’ possibile ed umano, ma ricorda che la parete rimane li’ e se vuoi hai una seconda possibilità.
Ma soprattutto ho riconfermato a me stessa
……quanto piu’ fiducia abbia nelle mie mani e piedi che nel supporto degli altri,
ma anche che
…. indipendentemente da quanto tempo o fatica serva, da quanto in alto potrò andare o non andare, ho la certezza che ce la metterò tutta, no matter what!
Poi un giorno vi raccontero’ di quando sono entrata nella gabbia per vedere gli squali…
Eccomi tra un viaggio e un altro con tanti pensieri che vanno e vengono e poi si fermano sulle dita.
Avrei molte cose da raccontare, ma ora non avrebbero senso. Ho una valigia di parole, ma non trovo il filo per metterle in ordine. Sono perle ancora nelle ostriche, che prima o poi formeranno una collana preziosissima.
A volte nella vita ci si deve arrendere... e aspettare che qualucno apra quell'ostrica.
Non c'e' altro da fare.
Nel frattempo sta arrivando l'autunno e la sua voglia di profumi e colori nuovi. Era gia' molto tempo che lo stavo aspettando e ora e' alla porta. Non mi rimane che farlo entrare.