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Utente: Manroy
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e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

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martedì, 28 novembre 2006

la frutta di stagione

L’essere adulti e’ uno stato fisico-mentale.

Fisico perche’ si invecchia, ahime’.

Mentale perche’ le esperienze si accumulano, si impara e ci si rende piu’ consapevoli della propria vita.

Si passa l’adolescenza a voler dimostrare quanto si e’ diventati grandi, i vent’ anni nell’apprezzare le prime vere liberta’ e i 30 a raccogliere i primi frutti. Quindi io dovrei avere un cestino in braccio e raccogliere un po’ di mele, pere, arance... insomma un po’ di frutta di stagione.

Ecco che improvvisamente si capisce perche’ il capo di 45 anni ti chiede di dargli del “tu”, e perche’ si ricambia il favore con piacere. D’un tratto ti accorgi che gli adulti ti parlano dandoti del “tu”, mentre i bambini usano la forma riverente del “Lei”.

Purtroppo non puoi dire ad un bimbo: “per favore, dammi del tu”.

Primo perche’ e’ giusto che imparino il rispetto per chi e’ piu’ grande di loro

Secondo perche’ e’ giusto che abbiano timore per chi e’ piu’ grande di loro.

Ricordo uno dei miei tanti pomeriggi domenicali con il mio principe e il mio beautiful labrador Roy nei dintorni di Firenze per la loro scorazzata libera in campagna. Dopo le nostre corsette, urla, giochi, risaliamo in macchina per tornare a casa.

Passiamo davanti a due bambini 4 e 7 anni (avrei detto dall’altezza) che si fermano a guardare il cane nel porta bagaglio e non appena sorpassati, ci lanciano qualcosa sulla macchina.

Non l’avessero mai fatto! Fermo la macchina, faccio retro marcia, scendiamo per raggiungerli e .... nel frattempo il piu’ grande si era dileguato, il piccolo fermo pietrificato rimane li’ fino al nostro arrivo. Con voce alta e prepotente, gli faccio notare che e’ sbagliato lanciare oggetti sulle macchine (soprattutto sulla mia) che e’ pericoloso e che e’ una cosa che NON si fa’. Lui nel frattempo li’ davanti a me, con gli occhi lucidi, mi ascolta ma non piange. Gli chiedo allora di aprire la manina sporca di terra per mostrarmi cosa stava lanciando e vedo... del ghiaino. Io pensavo fossero sassi belli grossi e invece erano sassolini minuscoli ed innocenti....

Gli faccio promettere di non farlo mai piu’, dopo di che scappa a casa.

Davanti a tanta innocenza mi ero sentita cattiva ed ingiusta. Pero’ anche terribilmente potente.

Avessero fatto a me quella parte, avrei pianto fino a sera.

Non so se poi quel bambino ha pianto, ma vorrei recuperare il suo fratello/amico piu’ grande ed accertarmi che neppure lui rifaccia una cosa del genere.

Risalgo in macchina e mentre stavo pensando di comprarmi un mantello ed una tuta aderente con una grande M stampata, compresi che ero diventata grande agli occhi di un bambino. Adulta. Vecchia. Becera. Rompiballe. Insomma come vedevo gli adulti quando avevo 6 anni.

Siamo alla frutta. Sul serio.

postato da: Manroy alle ore 15:15 | link | commenti (12)
categorie: mi assale un dubbio
sabato, 25 novembre 2006

il primo premio

Con oggi posso ufficialmente dirlo: qualcuno si sta prendendo gioco di me e del mio destino.
Qualche "forza superiore" ha deciso di ingannarmi, illudermi, farmi stare male.
E' come se d'un tratto fossi diventata una pallina su una roulette russa che gira e gira con la speranza di fermarsi su quel numero magico che vince il primo premio. E mentre la roulette inizia a rallentare e quel numero sembra proprio davanti a te,
TAC
qualcuno da dietro ti spinge piu' avanti e lo perdi. Per sempre.
Siccome sono un osso duro, non mi arrendo, riprovo, giro ancora,  scommetto di nuovo su quel numero magico e ........... lo vedo sparire ancora.
Dopo tanti tentatvi non so se fa piu' male:
- il male alla testa (lo credo, a forza di girare!)
- il giramento di palle.

Faccio quindi un appello a questa "forza superiore" dicendo:
"Cara Forza Superiore, destino, fato, Dio o come altro  vuoi o posso chiamarti
direi che sia arrivato il momento di farla finita. Il gioco e' stato bello, interessante ma credo adesso sia opportuno
abbozzarla (come si direbbe a Firenze)
Knock it off (come si dice da queste parti)
o piu' semplicemente         F A R E   F E S T A
Visto quello che ho passato in questi ultimi giorni (e tu lo sai cosa e' successo), direi che sia giusto potersi fermare e vincere il primo premio. Come on, il Natale si avvicina...

ME LO VUOI FAR VINCERE O NO QUESTO BENEDETTO PREMIO????????????

 

postato da: Manroy alle ore 13:15 | link | commenti (7)
categorie: il perdente
giovedì, 23 novembre 2006

Thanksgiving

Oggi sono sola soletta. Non che ci sia una gran differenza in ufficio perche’ lavoro da sola tutti i giorni, ma oggi non c’e’ proprio nessuno neppure nella palazzina! Perche'? Oggi E’ il Ringraziamento, il giorno del Tacchino e della mega cena che iniziera’ tra un paio d’ore in media, verso le 4 del pomeriggio.

Io invece da brava staccanovista sono in ufficio a lavorare (fino alle 5), a navigare su Internet e scrivere questo post. Anzi, ora che ci penso, potrei anche azzardare a fare cose pazze, del tipo mettermi a correre nuda per i corridoi, tanto non c’e’ nessuno che mi vedrebbe!! No, meglio di noi, mi fa freddo... anzi se la temperatura dovesse scendere di qualche grado, potrebbe anche mettersi a nevicare.

Se adesso arrivasse un serial killer e mi uccidesse, nessuno sentirebbe le mie urla... speriamo che anche lui sia a preparare il tacchino!

 

Giusto per cambiare mi fa anche male la testa. Avrei la scusa giusta per evitare la cena pacco che mi aspetta con i colleghi del mio principe. Peccato che questa scusa l’abbia gia’ usata almeno in un paio di altre occasioni (sempre con loro) dove pero’ avevo veramente il mal di testa! Se non mi presento, rischio di passare da asociale e da una che non prova simpatia per loro.

Non sono asociale, ma sinceramente non mi fanno impazzire... sono persone che non frequenterei se non fosse necessario per smorzare la solitudine washingtoniana.

E visto che andiamo li’ per mangiare e visto che la tradizione vuole che ciascuno partecipi alla produzione del cibo, anche io devo portare qualcosa.

Cosa porto?

Vino? No, scontato.

Torta? No, tanto non piacerebbe a nessuno.

Tacchino? No!! Non saprei come cucinarlo e poi c’e’ gia’ una ragazza messicana che l’ha preparato seguendo la tradizionale ricetta americana (vi immaginate?).

Mi sa che ripieghero’ su una focaccia casalinga con olio. Non sara’ il massimo (per gli altri ospiti), ma male che vada ho la cena garantita per lo meno per me! Non mi fido del tacchino messicano..

Adesso scappo e ripiombo sulle mie pratiche. Chiudo anche la porta: non vorrei che arrivasse un serial killer nudo con un tacchino in mano!

postato da: Manroy alle ore 14:30 | link | commenti (5)
categorie: frammenti americani
martedì, 21 novembre 2006

monotonia?

Una mia amica in Italia ha lasciato il lavoro fisso, ha fatto le valige con il ragazzo e si e’ trasferita in Brasile. Vogliono iniziare una vita completamente nuova, comprarsi casa ed iniziare un’attivita’ tutta loro. Erano stufi della solita monotonia.

Io sono rimasta scioccata da tanta notizia improvvisa. E parla una che 2 anni ha fatto lo stesso. L’unica differenza e’ che il mio compagno allora aveva lavoro, ero io quella da sistemare in paese straniero. Non nego sia stata dura e che lo sia ancora… soprattutto perche’ ho un cordone ombelicale viscerale con l’Italia e mai e poi mai vorrei vivere per sempre qua. Neppure mi puntassero una pistola ad una tempia. A me l’Italia piace, e pure molto.

A volte mi sento dire che sono fortuna perche’ vivo all’estero, perche’ ho rotto la monotonia italiana, perche’ mi sono aperta una strada diversa… Beh,  a distanza di due anni tondi posso dire che senza dubbio lo stare all’estero aiuta a crescere, apre una nuova visuale di vita, ti fa conoscere cose nuove, vedi l’Italia da lontano e in un certo senso la capisci anche meglio.

Pero’ non sono d’accordo con l’aver rotto la monotonia. Una volta che ti sei trasferito all’estero, e’ tutto nuovo per i primi mesi, poi si innesca una nuova routine che seppur diversa, e’ una routine. E si ricade nella monotonia.

Che poi alla fine la monotonia non e’ una condizione di vita, ma uno stato mentale. Quando si e’ a casa propria fa fatica prendere la macchina e arrivare nella citta’ vicina, conoscere nuovi locali e nuove persone. In fondo sarebbero poche ore di macchina in piu’. In Italia come qua.

Si preferisce sognare, rimpiangere le scelte prese ed invidiare gli altri.

Io ne ho passate di cotte e crude e chissa’ ancora quante me ne devono capitare… e vorrei veramente sapere quanti mi invidierebbero alle prese con la ricerca di un carrozziere o un dentista… soprattutto quando una volta trovati con enorme fatica, scopri solo successivamente che ti hanno fatto dei lavori sbagliati.  La monotonia sara’ noiosa, ma ti permette di avere certezze che una nuova vita non ti da’.

Guardate un po’ la differenza: dall’Italia mi invidiano perche’ sono qua in America e io invidio loro, i loro weekend al mare, la pizzeria e la mia vecchia cara Italia monotona.

Io ho aperto questo blog proprio per avere qualcosa di diverso nella mia vita monotona americana.
Questioni di monotonia.

postato da: Manroy alle ore 20:28 | link | commenti (8)
categorie: lacrime di coccodrillo
sabato, 18 novembre 2006

barzellettina

Four Catholic ladies are having coffee together discussing how important their children are.
The first one tells her friends:
 "My son is a priest. When he walks into a room, everyone calls him 'Father' ".
The second Catholic woman chirps:
"Well, my son is a bishop. Whenever he walks into a room, people say 'Your Grace' ".
The third Catholic woman says smugly:
"Well, not to put you down, but my son is a cardinal. Whenever he walks into a room, people say 'Your Eminence' ".
The fourth Catholic woman sips her coffee in silence. The first three women give her a subtle "Well..?".
She replies:
"My son is gorgeous 6' 2" hard bodied, well-hung, bronzed male stripper. Whenever he walks into a room, women say 'My God....' ".

postato da: Manroy alle ore 14:07 | link | commenti (8)
categorie: quella magnifica sensazione
mercoledì, 15 novembre 2006

tacchino tonnato con sciroppo d'acero

Giovedì della settimana prossima e’ Thanksgiving meglio conosciuto come il giorno del Ringraziamento.

Tutto questo non per informarvi se mangero’ o meno il tanto sospirato tacchino americano ripieno, ma per comunicarvi che (anche quest’anno), il mio residence raccoglie cibo per i piu’ sfortunati.

Il giorno del Ringraziamento e’ una festa importantissima negli States, molto piu’ del Natale:  tutti festeggiano mangiando e bevendo con la propria famiglia, anche i negozi chiudono alle 5 della sera e (credetemi) e’ una rarita’ ed una eccezione negli Usa. Si torna a casa per ritrovarsi e mangiare insieme, e chi non ha cibo, spera che qualcuno glielo porti, insomma un “qualcuno” come il mio residence.

Io non ho mai partecipato a such events per una serie di motivi, a parte il fatto che non ho mai grandi slanci di generosita’, ma ho sempre immaginato che il mio cibo “sano” sarebbe stato poco apprezzato davanti ai loro Maccaroni and cheese in scatola.… beh ognuno ha i suoi difetti.

Quest’anno invece mi sono chiesta nel profondo se veramente non ci fosse niente che potessi fare per contribuire e allora mi sono ricordata di qualche cosetta che e’ in giacenza nella mia cucina da un po’ di tempo, cose che il mio palato sopraffino non apprezza e che sono convinta che farebbe “il fumo” (conoscete l’espressione?) in mani americane. Ecco che recupero’ quelle 3 scatole di tonno, la polpa di granchio e lo sciroppo d’acero. Per il tonno, detto fra noi, mi fanno un grosso piacere perche’ il tonno in America e’ veramente orribile (se non ci credete, provate), idem per la polpa di granchio ed infine… lo sciroppo d’acero e’ una cosa che si mangia a colazione sui waffles, e’ dolcissimo, e non credo lo potro’ mai usare insieme al mio the’ e biscotti!

Adesso prima di lasciarli nella bacheca all’ingresso, controllero’ la data di scadenza, non vorrei che qualcuno avesse la diarrea a causa mia per il giorno del Ringraziamento! Vi immaginate, poerelli!

Magari sabato al supermercato compro anche un paio di maccaroni and cheese in scatola; sono sicura che farei felice qualche coscia cicciosa con quello schifo.

Guardate come e’ vario il mondo: regalassero a me una scatola di Maccaroni and cheese la butterei via subito: sono certa che rischierei un coma gustativo o una diarrea!

Buon tacchino a tutti e vi tengo informati sulla raccolta del cibo.

postato da: Manroy alle ore 19:18 | link | commenti (7)
categorie: frammenti americani
lunedì, 13 novembre 2006

The Venetian

This fantastic, beautiful casino resort is a tribute to Venice itself, with accurate, near-scale replicas of Venetian landmarks and artwork built into the hotel's stunning architecture. With its strikingly beautiful interiors and an indoor canal complete with gondolas, the Venetian inspires awe in those who visit it. The hotel has 17 specialty restaurants operated by a "who's who" of celebrity chefs.

Io non sono mai andata a Venezia, ma devo dire che questo architetto ha riprodotto una Venezia fantastica che mi ha illuminato il cuore quando ho sentito la ragazza in piazzetta suonare con il flauto traverso "Con te partiro'" di Bocelli. Poi ho lanciato una monetina nel canale esprimendo un desiderio. Saranno stati i bei negozi, la bella gente o l'ottimo vino rosso bevuto, ma mi sentivo quasi a casa. Vediamo se Venezia mi portera' fortuna.

postato da: Manroy alle ore 20:59 | link | commenti (4)
categorie: quella magnifica sensazione
domenica, 05 novembre 2006

cellulare nuovo, vita nuova?

Causa contratto cellulare scaduto, ieri ho dovuto stipulare un nuovo contratto telefonico e mi sono comprata un cellulare nuovo di pacca che ovviamente era incluso nel pacchetto. Il cellulare e’ piuttosto semplice senza possibilita’ di fare foto o cose super moderne, ma a me basta che faccia e ricevi le telefonate…. Al di la’ di questo, le cose che mi hanno stupito ieri sono state le seguenti:

 

1. il ragazzotto di colore di circa 120 kg che avendo bisogno dei miei dati per concludere il contratto, mi ha chiesto lo spelling di Connecticut che ,oltre ad essere la via dove abito, e’ una delle strade piu’ lunghe ed importanti di Washington Dc che porta il nome di uno stato americano il Connecticut appunto. Adesso vivendo tu a Washington ed essendo americano… non credevo avesse bisogno dello spelling di una parola americana… ma sorvoliamo.

 

2. il mio nuovo numero di cellulare finisce con il 69. Il che mi ha fatto venire in mente che il mio cellulare italiano inizia con il 144. Adesso, vi ricordate che qualche anno fa all’avvento delle famose chat line, tutti i numeri per chiamare quelle donnine iniziavano con 144? Ricordo le numerose risate fatte in discoteca allo scambio dei cellulari: molti mi prendevano in giro alludendo a me come ad una centralinista di una hot line, altri credevano che quel 144… fosse un numero fasullo e che cercassi di liquidarli con un numero falso... Ricordo anche i colloqui di lavoro con la mia faccia imbarazzata nel pronunciare 144.. come numero di telefono per essere rintracciata.

 

Adesso se combinate 144 e 69… l’allusione diventa piu’ che evidente.

Secondo voi qualcuno lassu’ con tutte queste coincidenze sta cercando di indirizzarmi verso un nuovo futuro meno monotono, oppure e’ semplicemente una coincidenza divertente?

postato da: Manroy alle ore 18:25 | link | commenti (5)
categorie: mi assale un dubbio
mercoledì, 01 novembre 2006

un'avventura "sprofonda"

Per chi non lo sapesse, circa 20 giorni fa salendo in macchina per andare a lavoro, noto uno strano foglio sul parabrezza. Lo stavo per buttare pensando alle solite pubblicita’, quando scopro essere invece il nome e numero di telefono della persona che gentilmente mi aveva picchiato la macchina e altrettanto gentilmente si era resa conto del danno e voleva rimediare. Anche questa e’ America: nel loro essere puritani, si accollano anche i loro errori e costi.

Comunque questo e’ un altro racconto.

Bene. Contattata l’assicurazione, incontrato il perito e ricevuto l’assegno per la stima dei danni, iniziamo la ricerca di un carrozziere. Scelta piuttosto complicata e interessante, ma anche questo e’ un altro racconto.

Finalmente dopo diversi tentativi, ne troviamo uno che oltre a riparare la macchina, noleggia anche la famosa auto di cortesia che in America esiste solo se ti paghi il noleggio. D’altra parte una macchina ci serve, perche’ altrimenti la sottoscritta come va a lavoro?? Bene, con la speranza che l’assicurazione paghi anche il noleggio, lunedi’ scorso consegniamo la nostra preziosa PT Cruiser ammaccata sul posteriore e prendiamo in consegna la loro macchina a noleggio. E qui inizia la svolta. Immaginatevi una Chrevolet enormeeeeee, lunghissssssimaaaaaaaaaaa, con la tappezzeria grigia, non si sa se quello sia il suo colore originario o il colore ottenuto con chissa’ quale schifezza, il volante piuttosto appiccicoso al tatto, cambio automatico (ovviamente) e per ultimo… il sedile del guidatore talmente basso, che la posizione ricorda molto facilmente un’ altrettanta posizione seduta dove e’ necessario l’uso della carta igenica.

Sul quel sedile sprofonderebbe chiunque, figuriamoci io che sono alta 1m e 60 (senza scarpe).

In pratica quando sono alla guida, sembra una macchina con il pilota automatico che si guida da sola, perche’ la mia testa non arriva neppure a superare il volante!

Non nego di avere ENORMI difficolta’, soprattutto a parcheggiare: se non riesco a vedere dove finisce il cofano e il posteriore, come diavolo faccio a prendere le misure?? Io che non ho mai sbagliato un parcheggio (udite udite e sono una donna!!), che (corna al ferro) non ho mai avuto un incidente (so far), adesso alla guida di questa macchina l’unica cosa visibile di me e’ una testina che spunta dal finestrino, con gli occhiali (la sera adesso e’ buio e anche se ci vedo senza occhiali, non voglio di sicuro battere una macchina cosi’ preziosa e neppure mia!), che parcheggia come una vecchietta, che guida come una rincog…… insomma sono diventata una looser, una di queste persone americane che girano con macchine che non sanno guidare facendo solo danni… come la tipa che ha battuto la mia appunto!

Tutto questo mi fa venire in mente quando un mio amico mi disse che le persone piu’ pericolose alla guida sono le persone con i baffi, quelle con il cappello o le donne. Le peggio in assoluto sono le donne con i baffi e il cappello! Per fortuna che io il cappello me lo tolgo alla guida….

Spero di riavere presto la mia macchina… con il posteriore nuovo.

postato da: Manroy alle ore 21:49 | link | commenti (5)
categorie: frammenti americani