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Utente: Manroy
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e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

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sabato, 23 settembre 2006

la contrattura

Sono due anni che ho una specie di contrattura permanente tra la base del collo e la scapola destra. Sono due anni che periodicamente chiedo al mio principe un massaggio con digitopressione per sciogliere la contrattura e quando riesco a convincerlo (serve un miracolo), prende le sue manacce grandi e forti ed inizia a “impastare” il mio collo con l’unico effetto di:

a)       raffreddare la zona che invece dovrebbe essere scaldata

b)       farmi male perche’ i massaggi devono essere delicati

c)       farmi incaz….. perche’ nonostante lo supplichi in ginocchio ogni volta, non riesco a sciogliere questa benedetta contrattura

 

In piu’ di un’occasione durante i miei soggiorni italiani, sono tornata “casualmente” da Riccardo (il gestore della mia ex palestra) che ha delle mani magiche, sul serio! A parte il fatto che trova il nodo da solo senza doverglielo indicare, ma riesce a mettermi a posto nel giro di una seduta, per altro pure gratuita visto che lo fa’ a nome di un’amicizia quasi decennale.

Riccardo ogni volta mi chiede se la contrattura dipenda da sforzi fisici nella mia nuova palestra… ed invece ho giusto scoperto qualche giorno fa la causa.

Sono due anni che abito con il mio principe qua, sono due anni che dormo dalla parte sinistra del letto (le donne dovrebbero dormire al lato destro) e sono due anni che costantemente mi addormento, dormo e mi risveglio con il corpo appoggiato su quel solito lato destro. E allora direte voi: cambia posizione o cambia il lato del letto! Ed invece la soluzione non e’ cosi’ semplice… c’e’ un problema radicato e ben articolato alla base…

Dovete sapere che i miei vicini di casa sono 3 uomini cisgiordani, che hanno due passioni: cucinare schifezze e fumare come ciminiere. In entrambi i casi, riescono con incredibile capacita’ a “profumare” tutto il corridoio che va dall’ascensore fino in fondo al mio appartamento. Ci sono giorni poi in cui non si respira dalla puzza, forse sono giorni in cui fanno dei festini che poi vorrei sapere con chi visto che non hanno donne, a meno che non siano nascoste...

In ogni caso, la puzza e’ talmente forte che arriva nel mio appartamento da tutti i buchi immaginabili: dal sotto della porta, dalle prese d’aria, dai buchi nei muri degli spinotti elettrici! Ecco perche’ ho chiuso tutti i buchi del muro del letto con dello scotch! Ma sembra non bastare, perche’ la notte mi sveglio con l’odore del loro fumo. Quindi, di comune accordo con il mio principe abbiamo deciso di dormire con la finestra aperta TUTTO l’anno. Che ci sia neve, vento, acqua, ghiaccio, la finestra rimane sempre aperta per far circolare l’aria. A parte il freddo, direte voi, il problema sembra se non risolto almeno migliorato.

Ed invece no! Oltre a patire freddo perche’ per mia scelta dormo io sul lato sinistro davanti alla finestra (la puzza di fumo da piu’ fastidio a me che a lui), non posso neppure girarmi sulla sinistra perche’…. il mio principe dorme a bocca aperta e anche senza volerlo, mi alita tutta la notte in faccia! Poverino, io l’adoro, ma l’alito della notte non e’ profumato per nessuno di noi… me compresa. Quindi mi ritrovo a dormire TUTTE le notti tra il freddo, alitate e fumo.

Ricapitolando:

Per rimediare al fumo dormo al lato finestra

Per rimediare alle alitate, dormo sul lato sinistro

Per rimediare al freddo, mi giro poco per godere del calduccio del mio misero giaciglio.

 

Dopo due anni di posizione immobile, scomoda e poco riscaldata, ecco spiegata la mia contrattura cronica. Al prossimo giro, chiedo ai cisgiordani il rimborso del volo aereo per tornare da Riccardo e le sue mani magiche.

Voi che dite??

postato da: Manroy alle ore 14:35 | link | commenti (7)
categorie: mi assale un dubbio
giovedì, 21 settembre 2006

una merenda da Re

Sono appena rientrata da una merenda all’aperto nello splendido parcheggio davanti al mio ufficio. Ormai chi mi legge da tempo, sa che ogni pomeriggio mi mangio la mia bella fruttina, pero’ oggi mi sono trattata da Re e ho deciso di andare fuori al sole a fare merenda.

Che splendida giornata: cielo limpido, sole caldo, umidita’ accettabile anche per i miei capelli che sono ancora piuttosto lisci.

Oggi sono anche vestita di nero, ma il sole era dolcissimo come la mia susina.. infatti sarei rimasta li’ un po’ piu’ a lungo, solo che... e’ arrivato uno con la macchina e indovinate dove voleva parcheggiare? Esattamente dove ero seduta io.. e ti pareva.

Cosi’ mi sono alzata, ho finito la mia susina che non era piu’ cosi’ dolce, sono tornata in ufficio  e ho deciso di farci un post.

La morale di oggi e’: quando meno te l’aspetti, arriva l’inaspettabile, ma il sole e’ caldo e luminoso ovunque. Anche nel mio parcheggio in America.

 

Per la cronaca il tipo mi ha anche chiesto scusa, confermandomi quanto fosse bella questa giornata.

postato da: Manroy alle ore 15:41 | link | commenti (4)
categorie: quella magnifica sensazione
domenica, 17 settembre 2006

anche questa e' America

Ogni tanto mi diverto (si fa' per dire) a vedere delle cose strane in Tv. Insomma uno di quei programmi dove mostrano la vita di queste persone "disgraziate" (come diceva mia nonna) o meglio persone disabili con dei gravi problemi psico-fisici o malattie mostruose. A parte il fatto che e' orribile vedere queste cose (infatti mio marito cambia sempre canale), ma a me "servono" per rendermi conto che anche se lontana da casa e poco felice, sono di gran lunga piu' fortunata di chi nasce con quei problemi. E poi perche' (lasciatemi essere onesta) mi incuriosiscono.
Bene, detto questo, ieri sera siamo andati al nostro ristorante giapponese preferito. Io a dir la verita' avevo una delle mie solite mega emicranie (infatti non ho mangiato), e cercavo di guardare da tutte le parti tranne che il piatto del sushi. E mentre osservavo la passerella delle persone lungo il marciapiede, noto un ragazzo piuttosto strano, molto basso, completamente calvo con una strana bandana legata sotto al capello da baseball. Lo guardo e mi rendo conto che non e' normale, troppo basso e con dei lineamenti del viso piuttosto strani. Adesso non pensate che mi sia messa a ridere o altro, perche' rispetto le stranezze altrui (mi dovreste vedere la sera struccata con gli occhiali..) e certe cose non mi divertono ne' mi fanno ridere.
Insomma li' per li' non ci faccio caso, ma poi tornata a casa rifletto e mi ricordo di lui! Si, era il protagonista di una di quelle puntate su questo canale di cui vi ho accennato e ricordo anche la sua storia. Mi ricordo che questo ragazzo e' nato con dei problemi fisici incurabili, ma che era circondato da persone stupende che lo hanno sempre trattato in maniera piu' che normale. Ha fatto la scuola, faceva sport, insomma una vita normalissima con persone normalissime.

Tutto questo per dire che.. anche questa e' America. Tra tante persone grasse, brutte, deformi, anche lo storpio piu' storpio del mondo puo' uscire di casa e camminare senza lo sguardo incriminatorio o curioso altrui. Si, insomma senza uno sguardo come il mio.  Lascio a voi i commenti.
postato da: Manroy alle ore 21:33 | link | commenti (5)
categorie: frammenti americani
giovedì, 14 settembre 2006

il lampone festaiolo

Vorrei sapere perche’ parlare di ferie a lavoro e’ sempre causa di problemi.

Io non sono mai stata un festaiola, anzi, ero tra le poche in azienda che accumulava cosi’ tante ore di ferie che alla fine o me le pagavano oppure mi costringevano a rimanere a casa.

Qua e’ diverso. In America le ferie non esistono, tanto meno le ferie pagate.

Questo non significa che gli americani sono dei gran lavoratori, anzi.. io vi farei vedere come lavorano... pero’ “apparentemente” fanno meno ferie degli italiani e quindi considerati su una scala piu’ alta.

Adesso mettetevi nei miei panni: la mia vita americana e’ quasi priva di amici e attivita’ extra lavorative o extra palestra, lavoro tutti i giorni e lavoro anche bene (infatti piu’ di una volta mi hanno detto che sono brava, GRAZIE!!), lavoro per tutte le feste americane comprese il Ringraziamento, 4 luglio etc...

Mi sono permessa di chiedere 10-15 giorni a Natale (!!) quando tutti saranno a mangiare e festeggiare, con la richiesta di non essere pagata per i giorni della mia assenza, di controllare comunque il telefono e le mail dall’Italia e mi sono venuti a dire che avrei gia' consumato le mie ferie con la licenza matrimoniale di giugno!

Fatemi capire: allora non mi potevo o dovevo sposare??

Vorrei tornare a Natale perche’ voglio vedere la mia famiglia... di sicuro non vado in Italia per la settimana bianca! Ma a loro non fa differenza. Non interessa neppure il fatto che in un anno non ho mai preso neppure un minuto di malattia, e che sono sempre stata alla scrivania anche quando tutta l’America era a festeggiare con il tacchino e la salsa ai lamponi.

Ingrati.

Alla fine le ferie me le hanno date ma ovviamente non saranno pagate, ma questo mi va anche bene. Non mi sta bene pero’ la sbuffata fatta in faccia con il sorrisino alludente al fatto che sono italiana festaiola quando comunque lavorero’ tramite email, telefono e fax da casa mia a Firenze.

Il bello poi e’ che il mio capo e’ pure italiano, ma vive da talmente tanto tempo negli USA che odia l’Italia e i suoi parenti e non capisce quanto si soffre a stare lontano dalla propria famiglia, soprattutto a Natale e soprattutto quando la tua vita americana non ti da’ neppure il 10% delle soddisfazioni che la tua vita italiana ti dava.

Mi sa che sono quasi arrivata alla frutta, tra poco mi trasformo in salsa di lamponi e mi mangeranno insieme al tacchino per la festa del Ringraziamento!

postato da: Manroy alle ore 14:08 | link | commenti (9)
categorie: il perdente
martedì, 12 settembre 2006

i conigli che pagano le tasse

Ecco la mia conversazione di ieri.

Premetto che con questo ragazzo ho sempre avuto un buon rapporto di amicizia-conoscenza.

M sono io (ovviamente!)

S e’ lui (si chiama Sam)

 

S: Allora sei pronta per le elezioni di Washington DC?

M: No, non mi interessano anche perche’ non voto

S: Molto male, dovresti interessartene visto che e’ la citta’ dove vivi

M: Me ne interesserei se il mio voto contasse, ma visto che non voto e mai votero’..

S: Certo che voterai prima o poi!

M: Si forse tra 15 anni quando potro’ fare richiesta della cittadinanza americana (ovviamente pagandola) ..

S: Come, cosi’ tanto? E’ una vergogna che si debba aspettare cosi’ tanto... e poi gli immigranti fanno bene alla nostra economia, soprattutto i latini perche’ fanno  un sacco di figli e i figli innescano una serie di spese che fanno bene alla nostra economia. Prima li regolarizzi, prima si adattano a questo pease e mettono radici.

M: I miei figli non andranno MAI a scuola negli Stati Uniti!

S: E perche’?

M: semplice: costa troppo e fa schifo!

S: Non e’ assolutamente vero che costa troppo e poi abbiamo delle ottime scuole

M: La scuola americana costa molto di piu’ di una scuola italiana e la formazione non e’ la stessa, scusa ma e’ vero.

S: Non sono d’accordo. Io ho viaggiato in Europa e non mi sembrava cosi’ tanto meglio. Comunque mi sembra che tu abbia trovato un lavoro in questo paese che ti fa tanto schifo

M: Beh, diciamo che ho pagato usd 1,500 per regolarizzarmi (nessuno mi ha regalato il permesso di lavoro e soggiorno) e comunque se proprio devo ringraziare qualcuno non sono gli Stati Uniti ma il mio capo che e’ italiano e che mi ha assunto per una serie di motivi, tra cui la comprensione di quanta fatica si fa’ a trovare lavoro qua se sei italiano. Dipendesse dagli americani, sarei buona solo per fare la cameriera.

S: Non esagerare..

M: Ascolta: ho mandato via oltre 150 curriculm tra cui agenzie intirinali e NESSUNO mi ha mai non dico offerto un lavoro, ma neppure chiamato per un colloquio!

S: beh io che sono americano per trovare lavoro, mando via circa 250 curriculum e mi chiamano non piu’ di 2 o 3. Probabilmente hai mandato via dei curriculum ad aziende che non avrebbero potuto offrirti niente

M: A dirla tutta ho anche ricercato dei lavori sui siti di quelle aziende intirinali che avevo contattato e avevo trovato dei lavori che specchiavano esattamente le mie caratteristiche, li ho chiamati, scritto email e... nessuno si e’ mai fatto sentire!

S: .. e allora se questo paese ti fa tanto schifo, che cazzo ci fai qua? Torna da dove sei venuta! Che cazzo vuoi dagli Stati Uniti?

M: Guarda che se dipendesse da me andrei via anche domani, credimi farei le valige in un lampo! Sono qua solo per un motivo: mio marito. Non appena trova lavoro da un’altra parte (e spero presto), ci leviamo dalle palle in un attimo. Di questo ne puoi stare sicuro.

 

Conclusione: noi “immigrati” siamo dei conigli da riproduzione, buoni a fare figli, a pagare le tasse e le loro scuole del ca**o, sbandierare a giro quanto si sta bene negli Usa, quanto questo paese sia migliore di tutti gli altri.

Questa e’ la mentalita’ americana puritana repubblicana. E io aggiungerei pure di m*****.

postato da: Manroy alle ore 14:06 | link | commenti (5)
categorie: il perdente
lunedì, 11 settembre 2006

il giorno del DUE

Dedico questa giornata al numero DUE:

2 come le Twin Towers crollate 5 anni  fa
2 come le palle che mi hanno fatto venire a forza di parlare e riparlare di questo benedetto attentato
2 come i miei sogni spezzati
2 come i miei angeli volati in cielo
2 come le nostre visioni diverse di vita
2 come i tipi di foto che ho sistemato per l'album del mio matrimonio
2 come quella seconda matita magica che ho chiuso nell'armadio
2 come le mani che unisco per pregare
2 come le susine che ho appena mangiato
2 come i nostri cuori
2 come gli occhi che non ho ancora visto.

Dedicato al mio pallino.

 

 

postato da: Manroy alle ore 16:16 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 08 settembre 2006

riso amaro

No, non e' il titolo di un film anni 50...
Con grande soddisfazione, annuncio che mancano ormai 21 giorni tra me e una bella fetta di mortadella.
Insomma, torno in Italia per una breve sosta dedicata quasi esclusivamente alla degustazione di affettati suini.
Peccato che la bilancia della vita ti da' una mano, per prendersene due.
Adesso con le mani monche, ridero' amaramente ma credo che riusciro' ugualmente ad afferrare l'afferrabile. Prima o poi.

postato da: Manroy alle ore 15:39 | link | commenti (3)
categorie: lacrime di coccodrillo
lunedì, 04 settembre 2006

l'uomo del collegio e il lupo mannaro

Qualche giorno fa ero al telefono con la mia mamma e puntualmente c’era mio nipote che stava facendo casino. Mia madre disperata dopo una giornata di "Cristian no, stai fermo, non fare casino" etc.. parte allora con le minacce..

-          Cristian fai il bravo

-          Na na.. na (con sottofondo rumori di oggetti sbattuti)

-          Guarda che se non fai il bravo, chiamo l’uomo del collegio che ti porta via!

-          No nonna, l’uomo del collegio no... faccio il bravo (ed inzia a piagnucolare pregandola di non chiamare l’uomo del collegio)

Io che assistivo al tutto via Internet, mi stavo facendo una di quelle risate a denti stretti che neppure immaginate. L’uomo del collegio? Questa non l’avevo ancora sentita! Mi sembra di capire che l’uomo del collegio e’ quel signore che ti porta via dalla casa e dalla famiglia, per andare in collegio... Ai miei tempi, esistevano l’uomo nero e il lupo mannaro, ma i tempi cambiano e anche le paure dei bambini.

Ricordo ancora quante volte la mia nonna mi minacciava con “Guarda che adesso arriva l’uomo nero!” oppure “Ecco il lupo mannaro!”

Nella mia mente di 5 anni l’uomo nero era... non un africano, ma un uomo tutto nero con vestiti strani, lunghi, tutti neri, gli occhi bianchissimi, non rideva mai, era cattivo e mi avrebbe portato via per sempre. Non era assolutamente un nero americano o africano, anche se devo dire che nella mia mente dei 30 anni ho completamente dimenticato quell’uomo nero e l’ho sostituito con il vero uomo nero rap che ammetto mi fa una paura bestiale. Immaginatevi questi ragazzotti di colore vestiti con maglie, pantaloni e giacchetti-piumini grandi almeno 3 volte la loro misura che camminano stranamente  che ti si avvicinano e tu sei sola... a quel punto non saprei se iniziare a correre o piangere. Ma questo e’ un altro discorso.

La cosa che pero’ piu’ mi faceva paura all’epoca... era il lupo mannaro. Per me il lupo mannaro era un mostro grande, molto forte che non era assolutamente un cane, anzi una bestia enorme con dei denti aguzzi, sapeva parlare ed era intelligente come un uomo.

Ricordo ancora con certo timore uno dei tanti sogni che facevo sul lupo mannaro...

Adesso voi dovete sapere che quando ero piccola abitavo in una vecchia casa dove ogni stanza era collegata ad una sola altra.... dalla cucina si passava al soggiorno, dal soggiorno alla mia camera, dalla mia camera a quella dei miei genitori. Tra la mia camera e quella dei miei genitori era stato ricavato uno sgabuzzino dove veniva ammucchiato un po’ di tutto. Questo sgabuzzino era poco illuminato, ed aveva uno scaffale altissimo (a mio avviso infinito) con cose di cui non capivo il valore e la funzione. Ecco, per me in quello stanzino si nascondeva il lupo mannaro. Tutte le volte che dovevo andare a prendere qualcosa, ero cosi' terrorizzata che accendevo tutte le luci, correvo fino a li’ cantando (per tranquillizzarmi) e poi di corsa indietro fino alla cucina. Vi immaginate addormentarsi sapendo che nella stanzina accanto c’e' il lupo mannaro?!

Una notte appunto, ho avuto anche un incubo terribile che ricordo ancora nei minimi dettagli. Era sera, tutta la mia famiglia era in cucina, unica stanza illuminata in tutta la casa. Io non vedevo la luce, ma li sentivo parlare. Ero in quello stanzino, volevo scappare ma non ce la facevo. C’era qualcosa che mi fermava, non vedevo cosa fosse ma sentivo qualcosa attorno a me, del pelo ispido sulla mia pelle: era il lupo mannaro! Riesco finalmente a scappare, ma non avevo forza nelle gambe, e mi trascinavo a terra a gattoni.. con sforzi incredibili riesco a raggiungere la mia camera da dove si iniziava a vedere un po’ di luce. Con grandissima fatica, raggiungo il soggiorno, la luce proveniente dalla cucina diventa piu’ intensa, vedo i miei genitori e .. dovevo assolutamente avvisarli che c’era il lupo mannaro nello stanzino e che dovevano scappare, provo a gridare ma non ho voce ...loro nel frattempo non mi vedono e non mi sentono, e mentre sono solo ad un metro da loro, quel pelo ispido e ruvido mi aggancia e mi ritrascina nello stanzino... Non ero riuscita ad avvisare la mia famiglia... ma riesco nuovamente a scappare e ad arrivare quasi alla cucina per poi ... essere di nuovo afferrata.. e riportata al punto di partenza. E cosi’ via..

Ecco avere un sogno cosi’ a 5 anni... ti spaventa per sempre e ti manda in paranoia!

 

Oggi penso a quanto ero sciocca e piccola a credere al lupo mannaro... che non esiste! (me lo confermate, vero?)

E sorrido pensando a Cristian chiedendomi: quanto tempo ci mettera’ e capire che l’uomo del collegio non esiste e a mandare a fanc.... la mia mamma?!

postato da: Manroy alle ore 12:16 | link | commenti (7)
categorie: cristian, mi assale un dubbio