Cronaca e racconti di una vita straordinariamente ordinaria. Come un criceto che ogni giorno fa i soliti giri di ruota, sgranocchia una ghianda e pensa, pensa... ...
Diciamo le cose come stanno: sono una buon gustaia. Mi piace mangiare cose nuove, strane , sperimentare, unire diversi sapori ed accompagnare il tutto con un buon bicchiere di vino rosso, magari uno Shiraz.
Quando mi siedo a tavola, assaggio le cose poco alla volta, non mi affogo strozzandomi, anzi, me la prendo comoda come se volessi prolungare il piacere.
Mangio di tutto, tranne fegato (anche se mi piace il pate’) , finocchi e cetrioli.
A mio avviso sono due i piaceri a tavola: dare e ricevere.
Il dare e’ quando inviti qualcuno a casa e prepari tutto da sola con la massima concentrazione e dedizione perche’ vuoi vedere gli altri gioiere dalla presentazione dei piatti e dal loro sapore.
Il ricevere e’ quando vai al risorante, osservi il menu’, rifletti, scegli e facendoti il segno della croce (per lo meno qua in America), speri di aver scelto qualcosa che sia buono ma che non abbia il 100% di grasso e/o colesterolo.
Detto questo capirete perche’ qua in America ho paura a sperimentare altri cibi al di fuori del sushi. Una volta ho provato dei piatti libanesi e thailandesi, che magari a casa loro saranno pure buonissimi, ma ,come viene trasformata la pizza in America, credo che succeda anche a tutti gli altri piatti. Non vi dico come erano infatti....
Parlando del piacere di ricevere, ieri sera per esempio siamo stati invitati in questo ristorante italiano a Washington, buio, con mobili effetto casa italiana anni 40/50 e soprattutto costosissimo. Insomma uno di quei posti dove se vai e devi pagare di tasca tua, mangi solo i grissini che ti portano per aprire la cena! Ma siccome pagava l’azienda.... ho fatto la brava e non ho esagerato perche’, si sa, i colleghi sono come parenti e cioe’ SERPENTI.
Anyhow, le altre persone a tavola con me erano quasi tutte vegetariane e hanno ovviamente ordinato il 95% del cibo facendo attenzione che non contenesse carne.
Io da brava fiorentina, stavo invece controllando il prezzo del Filet Mignon!
Come si fa a mangiare la carne davanti a qualcuno che non mangia “niente che non abbia avuto occhi” (ho usato le testuali parole). A me la carne piace e anche parecchio. Adoro la brace, gli arrosti, la carne con le salsine come anche il pesce....
Credo che rientri nella natura dell’uomo essere onnivoro. Poi il fatto che l’uomo abbia esagerato e macelli gli animali come se fossero pupazzi, beh .. quello e’ un altro discorso. Non approvo quello che l’uomo fa, anzi, se dovessi macellare un animale con le mie mani, sarei vegetariana, ma quello che mi viene servito a tavola non e’ una mucca, ma un pezzetto rosso di carne. Ed e’ pure buono... insomma mi dispiace per la mucca, ma non posso rifiutarlo solo perche’ lei era viva ed e’ stata uccisa per me! Anzi, non posso rendere invana la sua morte! Devo mangiare quel pezzo di carne!
Giuro che non brontolero’ quando i vermi mi mangeranno da morta! Ricambiero’ il favore che la mucca mi ha fatto!
Adesso mi scuso con la mucca, ma voglio continuare il discorso.
Credo che ci siano due tipi di persone che fanno e sono vegetariani: quelli convinti e quelli ipocriti.
I primi sono quelli che prendono atto delle loro idee e non mangeranno MAI carne.
I secondi sono quelli che prendono atto delle loro scelte MA vanno poi al supermercato e si comprano i petti di pollo di soia. E cosa c’e’ di male direte voi?
Semplice: se riconosci che l’hamburger di carne e' buono, perche’ devi comprare qualcosa che abbia la stessa dimensione ma NON e’ di carne?
Se non mangi carne e pesce, allora non cercare delle cose simili di forma e colore per soddisfare il tuo cervello ma che ti fa stare bene nell’anima. Mangiati pasta, uova, verdure, frutta, formaggi ma non ingannarti con cibi costruiti fatti di soia e chissa’ quante altre schifezze.
Avete mai mangiato la soia? Io si e garantisco che non ha il sapore “buono” dell’ hamburger di soia, questo significa che deve essere stato per forza arricchito con sostanze che lo rendono “interessante” come gusto.
Insomma: se non vuoi uccidere gli animali mangiati cose che non siano state parti di animali ma non ingannarti con cibi costruiti che ti ricordano quanto fosse buono quell’animale.
Da tutto cio’, possiamo giungere alle seguenti conclusioni:
a) non sono vegetariana
b) non ho ordinato il Filet Migno per rispetto dei miei commensali
c) sono le 16.30 PM e mi sa che se sto parlando di cibo e’ perche’ ho nuovamente fame!
Ma come si fa'?!
Sabato sera... ... cosa si fa il sabato sera in Italia se non si prende l'apertivo, se non si va a ballare, se non si va al mare ma si ha voglia di fare qualcosa e di spendere il giusto?
Ve lo dico io: pizza e cinema.
E allora voglio fare altrettanto, diciamo una versione americana-italiana-casalinga.
Per la pizza... sono costretta a farmela da sola (ovviamente). Qua la gente crede che la vera pizza sia una soletta di pasta gommosa alta 5 cm guarnita con il tutto di tutto di piu'.
A parte il fatto che non ho la piu' pallida idea sul tipo di pasta e passata di pomodoro che usano (e forse e' meglio non saperlo), ma la cosa piu' interessante e' sapere cosa ci mettono sopra.
Le piu' in vougue sono quelle con pepperoni che, per chi non lo sapesse, non e' pizza con i peperoni (non siete stupidi, ma siete stati tratti in inganno dalla scritta strana, ci sono cascata anche io!) ma pizza con del salamino che non e' ne' salame toscano, ne' salamino alla milanese, ne' salame piccante.
E allora cosa e'? Non lo so, ma non ho interesse a scoprirlo. Non mi fido degli affettati americani perche' so per certo che non sanno neppure come si fa un prosciutto (ricordo che mio padre da solo, e non era uno chef, faceva il prosciutto crudo di tacchino mettendo sotto sale e pepe una coscietta del volatile).
Altrimenti c'e' la white pizza che e' una focaccia con solo formaggio che garantisco non essere ne' fontina, ne' mozzarella. E allora cosa e'? Non lo so! Ricordo che quando lavoravo come cameriera per questo pseudo ristorante italiano (si, di italiano aveva solo il nome!), la cuoca argentina tirava fuori dal forno elettrico queste solette bianche ricoperte da questo strato liquido oleoso che faceva sgocciolare prima di far servire il piatto. Fatemi capire: io dovrei mangiare quella schifezza??!
Se ho quindi voglia di pizza, me la faccio da sola, cosi' so cosa mangio. Mi sono anche fermata a comprare la mozzarella di bufala: 2 mozzarelle per ben usd 13.5
e non ditemi che costa molto perche' "freschissima" .. dalla confezione vedo che e' stata fatta in Italia e non credo sia arrivata in aereo 10 minuti prima che entrassi nel negozio!
Tra poco andro' a litigare con il forno elettrico e a bruciarmi un paio di dita, ma alla fine serviro' una pizza casalinga che non sara' buona come quella fatta in Italia, ma per chi si accontenta...
Poi andro' a letto e mi vedro' un bel film sul portatile, molto probabilmente un bel film italiano scaricato da Internet.
Ecco fatta la mia serata: mi fate compagnia?
Domenica scorsa ho visitato la mia prima prigione. Ci sono rimasta per oltre un’ora. E’ stata un’esperienza forte, dentro quelle mura fredde, con quelle piccole finestre che davano sul mare. Vedevi un panorama che da quelle fessure con i vetri sporchi e vecchi, sembrava ancora piu’ invitante…
Welcome to the Hotel California… ….
Ci siete cascati??!! Ebbene si: ho visitato Alcatraz! La famosissima prigione costruita su un isolotto davanti all’apertura della baia, tra la bellissima San Francisco e l’oceano Pacifico.
I poverini che ci sono rimasti fino al 196.. (non mi ricordo l’anno preciso!), erano costretti non solo a stare al freddo (si, perche’ c’e’ sempre un vento freddo che arriva dall’oceano, tutto l’anno) ma anche a vedere un panorama fantastico come se dovessero espiare per sempre i loro peccati e ricordarsi cosa si stavano perdendo.
E’ stato incredibile camminare tra quei corridoi e vedere le celle piccolissime (sul serio) con una misera brandina, un tavolo a muro, un lavandino e un cesso piccolo e senza riparo, davanti a tutte le altre celle… Non voglio poi parlare di quelle destinate all’isolamento, forse poco piu’ grandi perche’ senza letto, ma senza luce, completamente al buio…
Insomma, se andate a San Francisco, vi consiglio di prendere il traghetto e di visitare anche l’isola di Alcatraz che oramai e’ diventata un piccolo parco protetto per la fauna (un sacco di uccelli) e la vegetazione (gli ex giardini dei guardiani).
Per quei pochi che non lo sapessero e non lo avessero capito, ho trascorso lo scorso weekend a San Francisco con giro della citta’ il sabato e domenica con separazione dal mio principe e’ andato a Laguna Seca a vedere il moto mondiale (peccato che Valentino ha perso) ed io ad Alcatraz.
Non voglio commentare sulla moto gp perche’ altrimenti mi metto a piangere, ma sulla bellissima citta’. San Francisco e’ la citta’ americana piu’ bella in assoluto, con il profumo d’oceano che si diffonde tra quelle casine e salite cosi’ tipiche. E poi la gente, bella, magra… insomma completamente diversa da qua. Ecco, adesso mi metto a piangere sul serio!
Mentre continuo a riflettere su questo buco di nero di citta’ (Washington), vi invito a vedere qualche foto fatta che allego.
Mi raccomando: se andate a san francisco, visitate alcatraz e respirate l’oceano!
Ho una fame terribile… mi sono rimaste solo circa 20 ciligie per riempirmi lo stomaco, dopo di che… faro’ la fame ancora un’altra volta! No, non e’ la dieta degli ultimi 15 giorni prima della prova bikini, anche perche’ per quest’anno ho gia’ fatto le mie ferie e mi sono gia’ messa il mio bel costume due pezzi nero.
Il fatto e’ che con il matrimonio, avevo deciso di perdere un po’ di peso (1 kg e mezzo sudatissimo!), ci sono riuscita (con ENORMI sforzi) e ora non lo voglio riprendere.
Solo che dopo che hai fatto la fame tutto il giorno, la sera e’ impossibile non tuffarsi nella pastasciutta! Avete presente un trampolino che si chiama forchetta?? E’ anche vero che non ne mangio tanta e che poi c’e’ sempre l’insalata che mi piace un sacco e che mangio con gusto. Il fatto e’ che cucino anche bene (chi mi conosce e ha provato, puo’ confermare) ed e’ tutto sempre molto buono. Come si fa? Smetto di cucinare bene o semplicemente smetto di cucinare???
Poi, dopo pastasciutta ed insalata, viene la voglia del dolcino e se proprio non ce la faccio a resistere, scappa anche un biscotto. E dopo.... basta, insomma dieta si, ma non posso rinunciare a tutto come non posso esagerare e concedermi tutte le vogline!
Anzi, vorrei darvi un paio di consigli per fare un’insalata buona e gustosa:
Insalata buona e gustosa (si chiama cosi’!)
Prendete dell’insalata verde e della rucola
Aggiungete dell’avocado maturo (non troppo) tagliato a cubetti
Condite con sale, olio d’oliva e un po’ di limone.
Considerate che per due persone, mezzo avocado e una fettina di limone sono sufficienti.
A me piace moltissimo, e’ fresca e l’avocado si sposa benissimo con rucola e limone.
Se poi ci infilate anche dei pomodorini, allora e’ la fine del mondo.
Provatela e ditemi che ne pensate!
Sabato sera. A casa. Ce ne sono stati molti e molti altri ce ne saranno.
Per scelta o per forza di causa? Non so, alla fine mi sembra che non ci sia differenza.
Ho lasciato l’Italia nel novembre 2004: armi, 2 bagagli enormi (ed era solo la mia collezione autunno/inverno) e tanta voglia di iniziare un’altra vita, all’estero, lontana da tutto e tutti.
E quella voglia c’e’ ancora come anche la lontananza e la consapevolezza di quasi 2 anni passati all’estero.
Spesso mi sento dire parole come “beata te, negli USA, che spettacolo, vorrei essere al tuo posto”.
Si, infatti. Tutti vorrebbero essere qua ma non ci sono. E non credo dipenda da problemi di visto o green card.
Il fatto e’ che fa fatica lasciare casa, il sacrificio di cominciare tutto da capo affascina ma e’ terribilmente costoso. E non parlo solo in termini di denaro, ma anche di aspettative, rimorsi e rimpianti, di scelte come quella di oggi di stare a casa anziche’ uscire e godermi la notte.
Adesso va molto meglio rispetto a quel novembre,ma e’ stata dura. Molto. Immaginate per un attimo di essere in un altro paese, straniero, con una cultura diversa, moneta diversa, lingua diversa, clima diverso. In questo paese ci dovete vivere e vivere per bene, in regola perche’ non si scherza con l’immigration americana. Pensate di dover fare tutto e da soli: comprare la macchina, capire come arrivare al supermercato, comprare il latte, i calzini. Dove vado? E se mi perdo? I soldi sono pochi e chissa’ tra quanto trovero’ un lavoro. E se la macchina usata e’ una fregatura? Mille dubbi, problemi e tante riflessioni. Ma avro ‘ fatto bene?
Oggi posso darvi la seguente risposta: si. Si perche’ sono cresciuta, maturata, ho fatto delle esperienze dure ma che mi sono servite, ho capito un nuovo paese e non per sentito dire ma perche’ ci sto vivendo da 2 anni. Sono tutte cose che entrano a far parte del bagaglio che si chiama vita.
Non nego di avere ancora GROSSI problemi a vivere qua. La fatica di essere lontana si fa sentire ogni giorno. Sabato sera: fossi in Italia sarei a farmi un buon aperitivo in spiaggia o in centro a Firenze. Poi un bel gelato.
Non che non esista il mare qua, anzi si chiama oceano Atlantico! Ma oltre che ad essere a 4 ore di macchina (che e’ poco per le distanza americane) non esiste la stessa atmosfera e neppure l’aperitivo. Il gelato si… ma lasciamo perdere! E’ questo il punto: non si puo’ pretendere di vivere la vita italiana all’estero. All’estero vivi la vita di un nuovo pianeta e se non ti calza, rimani a casa il sabato sera.
In quasi 2 anni ho conosciuto persone orribili, menefreghiste e pochissime in gamba e tutte di nazionalita' diverse, italiani compresi. Questo potrebbe succedere ovunque non solo qua, ma quando sei lontano tutto si amplifica e fa male, ti colpisce dritto al cuore. Senti la solitudine, parli al telefono con i pochi amici che hanno resistito alla voglia di rispondere alle tue mail dopo 2 anni. Ecco infatti uno dei tanti aspetti della medaglia rovesciata: non penserai mica che in tua assenza l’Italia si iberni e ti aspetti a braccia aperte? La vita va avanti anche la’, i tuoi amici prendono la loro strada, alcuni si perdono, altri continuano a volerti bene e a ricordarsi di te e speri che continuino per tutto il tempo che sarei ancora all’estero. Speriamo.
Poi ci sono anche gli amici che dopo 2 anni di vita fuori da quel microcosmo, non capisci piu’. Parlano ed esprimono idee che allora approvavi, adesso ti sembrano barzellette. Li vuoi bene, ma capisci che oltre ad una cena, non potra’ esserci molto di piu’, troppo diversi ormai.
Poi ci sono i biscotti del Mulino Bianco (galletti, macine, abbracci) che mi mancano da morire, oltre alla mortadella, pizza, schiacciata all’olio, gelato, bistecca alla fiorentina, le patate arrosto che fa la mia mamma, i sorrisi di mio nipote (non i pianti), la mia canina che tutte le mattine mi veniva a svegliare alle 7.40 e che tutte le mattine nonostante io sia qua, sale le scale ed entra nella mia camera per cercarmi (adesso scende una lacrimuccia). Ecco perche’ si apre un blog: ci si sente soli e si vuole aprire una finestra virtuale sul mondo, cosi’ giusto per conoscere altri e passare un po’ di tempo.
Infatti guardate quanto ho scritto! Si vede che ho tempo da buttare! Meglio concludere!
Ringrazio tutti quelli che partecipano al mio blog e che mi fanno sorridere e pensare al mio bel paese cosi' lontano. Grazie e… buon sabato sera anche se per voi e’ gia’ domenica mattina.
Ecco un'altra cosa che mi manca: le paste calde comprate la mattina alle 3 e poi a letto mezza briaca di sonno, alcool ma con la pancia piena e la consapevolezza che quella brioche a quell'ora, anziche' andare nello stomaco ed essere digerita, andra' ad imbottire le cosce!
Poco male. Adesso ho tutto il tempo che voglio per smaltire gli arretrati in palestra!
Durante le mie 3 settimane in Italia, mi sono ritagliata un po' di tempo anche per farmi un controllo dall'oculista, o meglio dall'ottico. Non che sia cecata, anzi sono solo astigmatica, ma quando sono al computer, TV, cinema mi piace vedere bene e non annebbiato. Scommetto che qualche cattivo che mi conosce dira' che oltre ad avere la vista annebbiata, ho anche le idee... ma questa e' un'altra storia.
In ogni caso, vado dall'ottico di fiducia che mi fa una visitina. Il tipo e' un signore di mezza eta' che fa sempre il gran simpaticone e che mi e' rimasto in mente per una sua grande virtu': riesce a strusciarsi alle poppe (si puo' dire poppe??!) con grande abilita' e come se nulla fosse.
Adesso le donne che leggono questo post, possono confermare che questa parte fisica femminile e' assolutamente privata ed irraggiungibile da sfioramenti vari, se non voluto prima da noi.
Non so come faccia, ma riesce sempre a strusciarsi anche se mi copro con le braccia, se sono girata di schiena o vestita con 5 maglioni di lana pesante. Il che e' da lodare perche' credetemi, e' una vera e propria abilita'! A dir la verita' lui non e' l'unico che ho conosciuto in vita mia, ad oggi inaftti sono 2.
Vorrei anche sottolineare il fatto che il mio seno non e' poi cosi' ingrombante che alla fine te lo ritrovi davanti e non puoi evitarlo. Insomma, queste persone riescono a raggiungere l'irraggiungibile con grandissima abilita' e discrezione.
Lasciamo anche perdere il fatto che dopo un po' diventa pure fastidioso perche' 1 volta, 2 volte ci puo' anche stare, ma non 6 in un'ora! Se ti piacciono, dimmelo e chiedimi il permesso di toccarmele e io ti dico di NO.
Il tipo tra smancerie, toccatine e varie, mi misura la vista, mi prescrive delle nuove lenti che sarebbe state pronte dopo 4 giorni. Vado a riprendere gli occhiali e provandoli noto che le lenti nuove sono assolutamente fastidiose.
Dopo oltre un'ora passata tra altre misurazioni, strusciatine, e commenti abbiamo deciso (o meglio il buon senso) che quelle lenti le avrei pagate e che al mio rientro a Natale avrebbe con calma rivisto le mie misurazione e fatte altre lenti a sue spese.
Mi chiedo: se si fosse concentrato piu' in alto e cioe' sui miei occhi anziche' sulle mie ridondanze piu' basse , forse adesso vedrei meglio questo schermo??
Oggi mi sento come l'unica mosca nera tra tante bianche.
A volte le persone scordano che la normalita' non e' quello che fanno tutti,
ma le azioni dettate dal buon senso.
Peccato che poi ognuno pensa di essere il creatore del buon senso e quindi
si sente giustificato a fare a cornate con gli altri per far valere il proprio pensiero.
Indovinate in che giorno abbiamo lasciato l'Italia per tonare qua? Il 9 luglio.
E indovinate a che ora siamo arrivati a casa? Alle 5 PM.
Quindi troppo tardi per vedere la finale della partita e troppo presto per leggere su Internet il risultato.
La pagina di Repubblica non si apriva, poi una volta aperta era poco chiara: parlava di rigori e di una testata, ma noi non capivamo... una testata di chi?
Chi ha vinto o stava vincendo?? Le mani tremavano, la fronte sudava...
E' stato impossibile capire cosa stava succedendo fino a quando abbiamo trovato un misero canale americano che ha mostrato la coppa in mano a Cannavaro!
Ci siamo messi ad urlare ma ovviamente nessuno dei nostri vicini capiva il motivo. Qua il calcio e' poco seguito, se poi pensate che la squadra americana era anche bella che fuori dal campionato..
Ho chiamato la mia mamma che si e' avvicinata alla finestra con il cordless in mano e per un attimo ho partecipato anche io a tutto quel casino magico che stava succedendo per strada.
Peccato che non c'eravamo per festeggiare, per urlare, saltare insieme a tutti gli altri italiani gioiosi.
Ma non ci siamo arresi: siamo saliti in macchina e abbiamo attaccato la nostra bandiera al finestrino.
Il mio bel tricolore stava volando per le strade di Washington con gli occhi stupiti degli americani ignari della nostra grande vittoria. Ci avranno presi per pazzi, per i soliti italiani spaghettari, ma poi il miracolo: piano piano, altre macchine, altre bandiere e qualche clacson che in maniera discreta veniva fatto suonare vicino ad ogni gruppo di persone.
E allora le mani degli americani hanno iniziato ad alzarsi per confermare che anche loro sapevano ed erano contenti per noi.
Mi sono sentita piu' italiana ieri qua a Washington che a casa mia a Firenze: ho contribuito con la mia bandiera, la stessa che ci siamo legati sullo zaino all'uscita dell'aereoporto di Dulles, a tifare, festeggiare e celebrare la nostra vittoria.
Posso dire che quei pochi clacson per le strade mi hanno riempito il cuore e fatto gioire piu' delle bombette lanciate al circo massimo a Roma.
Ieri ero fuori per l'Italia, ero per le strade americane per onorare il mio bel paese e volevo che tutti sapessero della nostra vittoria.
Saremo anche i soliti spaghettari con il mandolino, ma da ieri siamo anche CAMPIONI DEL MONDO!
Vi voglio bene, a tutti quanti.
Bravi.
Il cielo si sta facendo grigio e sembra che voglia piovere.
In un certo senso mi da' quasi l'idea che stia arrivando l'autunno.
Con domenica le mie vacanze finiscono e il mio cervello e' stato abitutato a realizzare che dopo le vacanze, inizia la scuola o si riprende il lavoro ed arriva l'autunno.
Poco importa se domenica e' solo il 9 luglio. Con domenica e' tutto finito e so che arrivera' l'autunno, prima o poi..
Mi aspettano pero' ancora due mesi caldissimi a Washington con un tasso di umidita' superiore al 90%.
Mi fanno ridere questi fiorentini che si lamentano del gran caldo di Firenze! Io ero una di quelle che senza condizionatore non riuscivo a dormire qua, ma adesso mi sono temperata con un clima piu' caldo ed umido. Infatti in questi giorni ho sempre dormito a finestra aperta, senza pigiama (ovviamente), senza coperta, ma il condizionatore off.
Se continuo cosi' ho un lavoro garantito appena tornata in Italia: posso fare la venditrice in spiaggia!
Avete mai visto questi ragazzotti di colore (si puo' dire di colore, vero? No, lo chiedo perche' in america non puoi chiamarli neri, di colore, black o quel che vuoi, ma solo african-american), insomma li avete mai visti in spiaggia super carichi di vestiti, occhiali, cinture, borse etc?
Io mi sono sempre chiesta come facessero a stare tutto il giorno sotto il sole, con quel caldo, stravestiti e carichi come muli.
Sicuramente oltre che alla disperazione e alla fame (non credo lo facciano per la loro gioia di camminare e faticare), hanno anche una maggiore tolleranza al caldo perche' in Africa e' molto piu' caldo che da noi.
Certo preferirebbero stare a casa loro con il condizionatore, ma non potendolo fare, si arrangiano e fanno un lavoro umile ma che loro malgrado forse riescono a sopportare nonostante il caldo.
Insomma, se continuo cosi', da l'anno prossimo mi posso caricare anche io di borse Gucci contraffate e fare su e giu' per la riviera tirrenica.
Se vedrete una pazza ustionata carica come un mulo, saprete che sono io!
Comunque il cielo e' ancora grigio, ma niente pioggia. Peccato, mi sta iniziando a fare caldo!
Mio nipote mi adora. E a me piace lui. Soprattutto mi piace perche' mi ascolta, imita, pende dalle mie labbra anche se a volte mi da' ai nervi perche' testone e troppo piccolo per capire e ambiare atteggiamento.
Oggi ho avuto il grande onore di vederlo in piscina. In teoria dovrebbe essere un corso di nuoto, in pratica si tratta di 20 minuti di schizzi, urla, paura di mettere la testa sott'acqua.
Ormai lo vedo solo due volte l'anno e ogni volta rimango stupida di quanto cresce senza di me. Oggi per la prima volta, l'ho visto "a grande". E' entrato in piscina per fare ginnastica con il suo asciugamano piccino, ciabattine piccine e da solo si e' spogliato e cercava di fare ginnastica.
Ovviamente non e' ancora in grado di imitare tutti i movimenti di un adulto alla perfezione, insomma ha solo 4 anni! Pero' mi cercava e mi urlava "zia guardami !" e mi salutava.
Mi sono commossa. Ho cercato di fermare i lucciconi e ce l'ho fatta ma avevo un groppo alla gola terribile.
Poi e' entrato in acqua e mi ha fatto tornare in mente quando anche io da piccola facevo il corso di nuoto, di quando facevo la ginnastica in acqua distesa al bordo della piscina per battere "forte, forte" le gambe e poi quel "VIA" dell'istruttore che mi agitava perche' era il mio turno e ... non solo non sapevo nuotare, ma avevo anche paura di quell'acqua cosi' alta.
Lui ancora e' piccolo ma si diverte e oggi anche io con lui. Sono tornata per un secondo piccina anche io a vedere la sua attrezzatura cosi' piccola. Mi piaceva fare ciao con la manina dagli spalti e vedere lui che si atteggiava per mostrarmi quanto e' bravo nel mettere la testa sott'acqua, anche se in realta' ci infila appena il naso!
Sono sicura che entro un anno sara' in grado di accennare un po' di nuoto. Bravo. Io ho imparato solo a 25 anni a nuotare!
Gli voglio bene e capisco la sua paura e voglia di mostrare che ce la puo' fare anche fregando l'istruttrice e partendo prima degli altri nelle gare in acqua.
Abbiamo lo stesso DNA, la voglia di divertirsi, stare con gli altri, imparare, capire e crescere.
Magari tra 6 mesi al mio ritorno faremo un bagno insieme e gli faro' vedere come nuota sua zia!
Chissa'.