Chi sono

Blogger: Manroy
Nome: Manroy
e' solare, malinconica, sognatrice ma con i piedi per terra, ama lamentarsi ma non perde mai la fiducia, perfezionista, testarda ma ammette anche le proprie colpe, capricciosa ma sincera.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
giovedì, 01 maggio 2008

giusto perche' oggi e' festa... da voi : (

Quattro suore vanno in paradiso dopo un incidente stradale.

Le accoglie San Pietro, che però deve ammonirle per qualche comportamento scorretto avuto durante l'esistenza in vita.

 

"Allora, Suor Germana, vedo qui sul registro che quando avevi 17 anni hai visto di nascosto il pisello del tuo parroco. Se sei pentita, lavati le palpebre nell'Acqua Santa e le porte del Paradiso ti si apriranno per l'eternità!"

La suora ubbidisce e viene beatificata.

 

"Tu, invece, Suor Fabiana, vedo che a 20 anni hai toccato il pisello del parroco. Lavati le mani nell'Acqua Santa."

La seconda suora ubbidisce ed entra.  

 

"E tu invece, suor Gabriella..."

A quel punto interviene suor Lucia: "A San Pie', te dispiace se mi sciacquo la bocca prima che Suor Gabriella si lava il cuLo?"

postato da: Manroy alle ore 16:37 | link | commenti (1)
categorie: pane e volpe
mercoledì, 02 aprile 2008

le camice nuove

Non ci crederete, ma ora che il conto alla rovescia e’ iniziato per andare via (si fa per dire visto che manca ancora un anno e mezzo…), mi sto dilettando a sperimentare cose nuove.

Una di queste e’ la lavanderia.

Fino ad oggi ho sempre lavato tutto io, bucato a mano o nelle meravigliose lavatrice americane che lavano in orizzontale con pessimi risultati.

Il mio bucato viene rigorosamente steso su uno stendino che rimane nel soggiorno bello aperto, carico o no, fino a quando mi ricordo di chiuderlo e di riporlo nell’armadio a muro.

Il fatto e’ che non abbiamo terrazzo o giardino ed evito come la peste le asciugatrici perché oltre che a essere costose, rovinano i vestiti. In quell’affare infernale ho rovinato dei golfini che mi hanno accompagnato in tante avventure e che ora, forse solo il mio nipote di sei anni potrebbe indossare. Peccato.

 

Le magliette e camice però hanno sempre avuto un trattamento diverso: le lascio asciugare appese ad  una gruccia direttamente nell’armadio almeno prendono la piega perfetta.

Be’… in effetti quella e’ anche l’unica piega che possono prendere perché…. udite udite… non ho il ferro da stiro. Adesso prima che offendiate il mio essere donna, vorrei solo giustificarmi con il fatto che non mando fuori mio marito vestito con grinze, e’ sempre bello in ordine, ma non ho mai voluto comprare il ferro perché ci sembrava una spesa inutile e una fatica in più per me da evitare.

E fino ad oggi tutto e’ andato bene.

 

Ultimamente però il maritonzolo, complice un collega di lavoro italiano che veste solo con camice, ha scoperto che a 30 anni si dovrebbe andare a lavoro con un abbigliamento un po’ più consono e lasciare le sue adorate magliette aderenti della Sisley per la pizzeria il venerdi sera….

Ecco che quindi ha deciso di vestersi “ad omino” come direbbe mia madre e ha iniziato ad usare le camice.

Il fatto e’ che la camicia anche se stesa con la gruccia alla perfezione come faccio, mantiene sempre quel look un po’ disordinato perche’, in effetti ha bisogno di una ferrata calda.

Ma io non posso dargliela perche’ il ferro appunto non ce l’ho… e neppure lo voglio comprare visto che tra non moltissimo andremo via.

 

E allora ecco l’illuminazione: portiamo la camice dal lavandaio.

Detto fatto. Accanto alla palestra c’e’ proprio il negozietto e per la prima volta ci sono entrata ieri con ben 5 camice da lavare. Vista la mole dei vestiti che hanno, ho immaginato che fossero bravi… o poco costosi…. Forse piu’ la seconda visto che in tutto ho speso “solo usd 4.95”. Vi rendete conto? Meno di 5 dollari per 5 camice da lavare, asciugare, stirare.

Il tipo mi guarda e mi blatera qualcosa che non capisco. Gli chiedo cosa significasse e lui mi spiega se fossi interessata a renderle “piu’ dure”. Ah intendi dire se vogliono che siano inamidate?? No, grazie, un normale lavaggio puo’ bastare.

Pago, mollo il fardello ed esco con lo scontrino.

 

Oggi sono tornata a prenderle e con grande soddisfazione vedo che hanno fatto un bel lavoro. Sono tutte su una gruccia di metallo, belle pulite, con i polsini e il colletto perfetti. E bravi i lavandai. Anzi, hanno riportato le camicie ad un colore bianco accettabile visto che a forza di lavarle con i panni colorati, avevano preso un po’ il grigetto.

 

Dunque tutti soddisfatti: io, il maritonzolo, il lavandaio e il portafoglio che ha speso poco e si e’ risparmiato l’acquisto di nuove grucce di plastica all’Ikea… certo perche’ queste di metallo che mi hanno dato loro, mica le butto, le riuso!

 

 

 

postato da: Manroy alle ore 18:47 | link | commenti (3)
categorie: frammenti americani
lunedì, 31 marzo 2008

arancia

Sapete cosa rimane di un' arancia strizzata?

Un'arancia strizzata....

Oggi mi sento proprio come un' arancia strizzata senza succo, due bucce sgonfie da buttare.

Per riprendermi un po'.... ho deciso di rifarmi gli occhi.

Enjoy it.

Firenze

 

postato da: Manroy alle ore 18:22 | link | commenti (3)
categorie: lacrime di coccodrillo
giovedì, 27 marzo 2008

Cara Italia

Oggi sono arrivate per posta le schede elettorali. Ebbene si: all’estero gli italiani votano comodamente a casa loro, seduti al tavolo di cucina, penna in mano, pronti a fare quella X sulla scelta a loro cara.

Ed io ho gia’ scelto, ho fatto le mie X, dopo di che ho piegato le schede a modino, le ho inserite dentro la busta bianca anonima e ho messo la busta bianca dentro la busta gia’ pre affrancata con indirizzo Ambasciata d’Italia a Washington DC.

La mia busta e’ gia’ pronta per essere ritirata dal postino domani che la consegnerà quanto prima agli uffici elettorali.

Questo voto e’ importante, tutti i voti da sempre sono importanti.

E la mia scelta e’ stata fatta con il cuore per il cuore d’Italia.

Ed aggiungo:

“Cara Italia che mi leggi,

io nel mio piccolo da lontano ti sto dando una mano per

andare avanti, tu adesso pensa e decidi con il cuore in mano.

Impara a leggere tra le righe, diffida dei pagliacci che fanno ridere il mondo

Intero fuori dal confine italiano.

Pensa bene, perche’ puoi decidere tu.”

 

Buon voto a tutti.

 

postato da: Manroy alle ore 18:22 | link | commenti (8)
categorie: suggerimenti
sabato, 08 marzo 2008

W le donne!

Quest post non e' farina del mio sacco, ma mi sembrava carino

da postare nel giorno delle donne!

PERCHE' LE DONNE STANNO COSI' TANTO NEI BAGNI PUBBLICI?


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da
bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne
ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava:
'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la
posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per
sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con
la tavolozza.

 

'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di
una bambina,importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il
resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è
terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta
per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti
ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia
Brad Pitt.


Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle
altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia
incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo
addosso'. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la
bambina piccola che non può
più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso
alla persona che esce.

 

Entri e ti accorgi che non c'è la chiave
(non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla
porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è
pieno di liquidi non ben definiti e non osi appoggiarla lì, per
cui te la appendi al collo ed è pesantissima,piena com'è di cose che
ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le
tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è
la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti
abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh...
finalmente...

 

A questo punto cominciano a tremarti le gambe...
perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni
abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa
forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.
Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di
coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe
nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai
su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per
un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!!
Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione'
richiede grande concentrazione.

 

Per allontanare dalla mente questa
disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce
n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di
cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per
cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma
non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e
devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti
vedranno semi seduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora
urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la
mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che
aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta
senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne
un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti
accontenti di uno, non si sa mai.

 

In questo preciso momento si
spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non
sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con
la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i
secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il
cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa
sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal
colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti
scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua
mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo
cu*o non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché
davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.

 

Ma la
debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo
sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel
bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di
acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla,
non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e
tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una
posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti
le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per
questo!

 

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora
aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a
sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato
un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di
carta igienica
attaccato alla scarpa o peggioancora con la cerniera abbassata! A
me è capitato una volta, e non sonol'unica a quanto ne so! Esci e
vedi il tuo ragazzo che è già uscito dalbagno da un pezzo e gli è
rimasto perfino il tempo di leggere Guerra ePace mentre ti
aspettava.
'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda'
ti limiti a rispondere.

 

E questo è il motivo per cui noi donne
andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la
borsa e il cappotto,l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il
kleenex da sotto la porta;così è molto più semplice e veloce perché
tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'.

E la dignita'.

postato da: Manroy alle ore 14:29 | link | commenti (6)
categorie: quella magnifica sensazione, pane e volpe
venerdì, 29 febbraio 2008

indovinello

Per chi ha ama gli indovinelli....

 

Se in una corsa podistica, un corridore supera il terzo in classifica, con che posizione si piazza?

 

E se invece superasse l’ultimo classificato?

E adesso vi voglio tutti a darmi la vostra, venghino signori, venghino....

 

 

postato da: Manroy alle ore 16:22 | link | commenti (6)
categorie: pane e volpe
mercoledì, 13 febbraio 2008

barzellettina...

Anna e Mario sono due pazzi che vivono in un ospedale psichiatrico.
Un giorno, passeggiando vicino alla piscina dell'ospedale, Anna improvvisamente si butta nell'acqua e cola a picco... Mario salta a sua volta e riporta Anna in superficie.

Quando il direttore dell'ospedale viene a sapere dell'atto eroico di Mario decide subito di lasciarlo uscire dall'ospedale in quanto il suo atto di coraggio dimostra che è mentalmente stabile.

Così il Direttore va da Mario per dargli la notizia e dice:

"Mario, ti devo dare una bella e una cattiva notizia.

Quella bella è che ho deciso di dimetterti dall'ospedale in quanto sei stato capace di compiere un atto eroico salvando la vita di un'altra persona. Credo che tu abbia ritrovato il tuo equilibrio mentale.
La cattiva notizia è che Anna si è impiccata nel suo bagno con la cintura della vestaglia."


Allora Mario guarda perplesso il Direttore e risponde:

"Non si è mica impiccata, l'ho appesa io per farla asciugare..."

postato da: Manroy alle ore 14:29 | link | commenti (3)
categorie: gioco
domenica, 10 febbraio 2008

lamerica

Dopo la scoperta della effettiva possibilità di richiedere la cittadinanza americana, sono stata travolta da sentimenti contrastanti…. Ma soprattutto la cosa mi ha talmente meravigliato e stupito (in positivo ovviamente) che ho sentito la necessità di comunicarlo a tutti… come se avessi vinto un premio ricchissimo e volessi far sapere a tutti quanta fortuna avessi avuto!

 

MIA MADRE quasi si metteva a piangere, si e’ commossa come un genitore si commuove alla consegna della laurea del figlio.

MIA SORELLA incuriosita mi ha chiesto per chi voterò alle prossime elezioni… solo che ben che vada la cittadinanza potrei riceverla nel 2010 e le lezioni sono nel 2008!

I COLLEGHI ITALIANI invidiosi hanno sorvolato concludendo con le classiche buttate di come gli USA siano diventati un paese pessimo

IL MIO PRINCIPE era contento perché nel nostro futuro così incerto e zingaro, avere la cittadinanza mi permetterebbe di muovermi in & out e lavorare negli States senza problemi

GLI AMICI AMERICANI hanno invece storto il naso, liquidandomi con un “ma tu sei italiana e non americana”.

 

E hanno ragione. Io sono e sempre sarò italiana. La cittadinanza americana e’ solo un passaporto extra guadagnato dopo anni di sacrifici, tasse pagate regolarmente da tre anni e qualche migliaia di dollaro pagato al governo americano per i permessi fatti fino ad oggi.

Per non parlare poi del fatto che la cittadinanza non viene regalata, anzi… devi ripagare e sostenere un esame in inglese dando prova di conoscere questo paese e la sua storia.

 

Il punto e’ che io la cittadinanza sento di meritarmela. Vivo in questo paese da quasi 3 anni e mezzo come un normale cittadino americano. Ho imparato a guidare come loro, a capire come ragionano, le loro regole e tutto ciò a scapito di tanta tristezza e lontananza dalla mia famiglia, amici, patria.

Bene o male ho tirato avanti tra permessi, form e applications da inviare con assegni piuttosto consistenti all’ufficio dell’Immigration e credo che ufficializzare e concludere la mia pratica con una cittadinanza sia cosa dovuta. Dovuta a me, al sacrificio, al tempo dedicato e ai soldi che ho speso.

 

Il fatto che sia nata e cresciuta in Italia necessariamente non significa che non mi meriti la cittadinanza americana. Io voglio bene a questo paese e apprezzo quello che mi ha dato. Non lo sento mio, e’ vero, ma semplicemente perché lo ricollego a questa citta’ fredda, asociale, governativa, mentre io sono una burlona fiorentina che a 16 anni cantava sul motorino con l’amica seduta dietro. Io ho il sole dentro, mentre Washington il sole ce l’ha solo nel cielo.

 

Ecco perché ho deciso di tenermi questa cosa dentro e non di dirla più a nessuno. L’anno prossimo farò richiesta della cittadinanza e quando mi sarà concessa, porterò a casa il passaporto blu a ricordo di un matrimonio di 5 minuti fatto nel lontano 11 febbraio 2005 nell’ufficio di un giudice di pace ad Arlington, Virginia, matrimonio d’amore fatto velocemente per permettermi di vivere e lavorare qua assieme alla persona che amo. Quel passaporto rappresenterà il ricordo di anni difficili e lontani da casa mia, il sacrificio di rinunciare io a qualcosa di certo in Italia per permettere a lui di crescere professionalmente qua. Rappresenterà anche una seconda chance, la chiave per accedere ad un paese diverso che talvolta offre anche possibilità che l’Italia non ha e questa possibilità potrò regalarla anche ai miei figli. Giudicheranno loro con il tempo dove voler vivere, ma almeno potranno scegliere senza dover faticare e pagare come la loro mamma ha fatto.

 

 

 

postato da: Manroy alle ore 15:17 | link | commenti (8)
categorie: frammenti americani
venerdì, 01 febbraio 2008

Green card

Martedi’ prossimo 5 febbraio sono stata convocata dagli uffici del Homeland Security (immigration) per il rinnovo, l’ultimo della green card. Questa volta durera’ 10 anni, persino troppo rispetto al periodo che ci rimane da spendere negli States.

In teoria dovrebbero rifarmi una nuova foto identificativa, riprendere tutte le impronte digitali per ri-schedarmi nel loro sistema.

Ricordo che due anni fa avevo l’appuntamento alle 7.30 la mattina, ma era dall’altra parte della citta’ infatti alle 6.15 eravamo gia’ in macchina...

Io ero pronta ad avere la classica intervista doppia con il neo maritino, domande esitenziali e profonde quali “che tipo che dentifricio usa tuo marito”, oppure  “quale e’ il suo piatto preferito”, domande che avrebbero rifatto anche a lui in sede separata per verificare che ci conoscessimo sul serio e che quel matrimonio fosse vero.

Certo... perche’ dopo 5 anni di fidanzamento e 6 mesi di matrimonio secondo loro si puo’ ricondurre il tutto a un dentifricio..

 

Anyhow... quando arrivai li’, scoprii che quella visita sarebbe stata dedicata esclusivamente ad una fotografia e alle impronte digitali. Ma io non ero pronta al servizio fotografico... tanto meno nessuno mi aveva detto che quella foto sarebbe stata l’unica foto con cui il governo americano mi avrebbe schedato e che avrei mostrato a tutti gli agenti negli aeroporti per viaggiare da/in/per gli USA per i successivi due anni.

Io, che sono sempre truccata e ben vestita, vista la levataccia, arrivai totalmente impreparata con un bellissimo viso bianco cadaverico, stanco e struccato!!

Purtroppo in certe occasioni non hai scelta e a meno che tu non abbia la pouchette con il make up in borsa, ti fai la foto cosi’ come sei. Un mostro insomma.

Non solo, ma a renderla ancora piu’ brutta fu il fatto che queste foto non ammettono sorrisi o mezzi sorrisi, l’espressione deve essere seria, la bocca leggermente aperta, e per chi ha i capelli lunghi come me, sono da posizionare dietro alle orecchie che devono essere ben visibili in foto.

Mostruosita’ a parte, quella foto oltre che a essere vergognosa, e’ la riproduzione fedele della faccia che ho dopo un volo intercontinentale.. quindi nessun operatore aeroportuale ha mai avuto problemi a riconoscermi e a farmi entrare negli States. Per fortuna...

 

Le impronte digitali invece furono divertenti perche’ fanno tutto loro...l’ufficiale in questione ti prende la mano e poi un dito per volta che posiziona con un po’ di pressione  su un lettore ottico dove una lucina rossa (laser?) ti scannerizza le impronte.

A me personalmente riuscirono a leggere “solo” 9 dita. Il mignolo della mano sinistra, ovviamente grande come quello destro, sembra fosse “troppo piccolo” e la macchina proprio non voleva leggerlo. Peccato, e’ il mio dito migliore.

 

Ma sono sicura che martedi le cose saranno diverse. Prima di tutto l’appuntamento e’ previsto per le 11 della mattina; questo significa che potro’ dormire anche fino alle 9, avro’ il tempo di fare colazione, truccarmi, e andare li’ in condizioni perfette, riposata per una nuova bellissima foto. Per le impronte digitali, spero riescano a leggere anche il mignolino mancante... altrimenti il giorno in cui commettero’ un reato, avro’ cura di non lasciare impronte con le altre dita, ma eventualmente solo con quel dito almeno nessuno potra’ arrivare a me....

 

Scherzi a parte.... se tutto andra’ bene, martedi’ saltero’ un giorno di lavoro, mi rimescolero’ per almeno due ore con i tanti immigrati di Washington DC e dintorni, avro’ finalmente una foto nuova, delle nuove impronte digitali (non sapevo cambiassero dopo 2 anni!) e per altri 10 anni non avro’ piu’ noie.

Can’t wait..................

 

postato da: Manroy alle ore 13:52 | link | commenti (21)
categorie: frammenti americani, pane e volpe
mercoledì, 16 gennaio 2008

ciuffo o frangia

Non sono mai stata tipa da ciuffo. Ho sempre pensato che le ragazze anni 80 con i capelli lunghi e il ciuffo sul davanti, fossero le piu’ alla moda, le piu’ cool.

ciuffo

Il ciuffo non si e’ mai adattato alla forma del mio viso e personalita’. Tra l’altro ho sempre pensato che tenere la testa inclinata dalla parte del ciuffo, fosse anche stancante.

Negli anni 90 ho portato anche io la mega frangia alta laccata a ciuffo, ma il vero ciuffo lungo e laterale, mai.

 

Invece adoro la frangia, liscia portata lunga sugli occhi, come se volessi nascondere il viso dietro a qualcosa.

frangia

Purtroppo ho la fronte bassa, non ho capelli lisci e una frangia di lunghezza corta e’ difficile da tenere a bada, soprattutto se hai i capelli mossi perche’ con il casco e mani che toccano i capelli tutti i giorni, tutto il giorno, la frangia prende una sua forma, fa i riccioli laterali, e diventa proprio brutta.

Ho anche provato a toglierla del tutto, a far crescere i capelli davanti, viso completamente scoperto.... ma mi mancano quei ciuffetti sugli occhi... e finisco con fare delle ciocche corte sopra gli occhi.

 

Ora che ci penso ho speso tanti soldi tra spazzole, gel e lacche. Per non parlare della corrente elettrica consumata dall’asciugacapelli rigorosamente grande, con piu’ velocita’, esattamente come quello dei parrucchieri.

 

Ho speso anche tanto di quel tempo per avere capelli sempre ordinati, come se mi fossi appena fatta una messa in piega, con risultati spesso anche contestabili...

Il problema e’ che con i capelli che ho non potro’ mai permettermi di lasciarli asciugare senza calore e spazzola perche’ la loro non forma naturale, e’ inaccettabile.

 

Pero’ un giorno mi piacerebbe tanto trovare un taglio che si adatti ai miei capelli medio mossi, che mi permetta di avere un look decente senza troppa fatica e che soprattutto si adatti al mio viso.

 

Maybe one day.

 

 

 

postato da: Manroy alle ore 13:26 | link | commenti (7)
categorie: