Cronaca e racconti di una vita straordinariamente ordinaria. Come un criceto che ogni giorno fa i soliti giri di ruota, sgranocchia una ghianda e pensa, pensa... ...
Oggi e’ una di quelle giornate in cui e’ meglio fare lo struzzo e mettere la testa sotto la terra.
E’ meglio che non pensi a niente.
E’ meglio che non sogni neppure lontanamente cosa mi aspetta nei prossimi mesi.
Eppure questa prossima partenza dovrebbe invigorirmi.
In realta’ mi spaventa.
Mi spaventano le novita’ che dovro’ affrontare nei prossimi mesi.
Mi spaventa l’incontrare il passato e dare spiegazioni su come mai, perche’, quando.
Avrei tanto voluto tornare in Italia con un bagaglio ricco di esperienze, belle novita’, sorprese grandi e soprese piccine, con la fiducia che il campo arido che abbiamo coltivato ora sta per dare dei buoni frutti.
E invece non si sa neppure se mai ci saranno questi frutti.
Per ora ci aspetta solo un altro campo arido. Altre battaglie da combattere.
E soprattutto non ho voglia di vedere nessuno.
Non voglio sentire paragoni o stupidi commenti che si fanno giusto per dare fiato alla bocca.
Non voglio dare spiegazioni a nessuno.
Voglio fare lo struzzo.
Quando proprio non riesco a resistere e mi va di spendere qualche dollaro in piu’, vado in questo liquor store vicino alla palestra che vende vino, formaggi ed affettati.
Ebbene si: hanno la mortadella, bresaola, prosciutto cotto e crudo, salame, speck.
E sono tutti importanti dall’Italia.
Sono buoni, carissimi, ma buoni. Li compro ogni tanto, giusto per togliermi lo sfizio.
Gli addetti al taglio sono 2, entrambi sudamericani.
Il primo e’ un signore che ha la classica faccia da salumiere. E’ simpatico, ti fa assaggiare tutto, taglia il prosciutto con l’affettatrice in maniera decente.
L’altro e’ un ragazzotto poco sveglio che taglia il prosciutto come potrebbe farlo un cane.
O meglio, lo lima in tante piccolissime fettine che da quanto sono fini, diventono straccetti di prosciutto. Sono cosi’ fini che non si riesce neppure a ricostruire una fetta.
Ma la cosa che piu’ mi lascia allibita e’ come lo impacchettano.
Scordatevi il classico rotolino lungo verticale studiato nei secoli dai prosciuttai modenesi per conservare le fetta integra.
No. Loro hanno una loro maniera. Lo piegano in tanti rettangoli.
In pratica il foglio grande viene piegato in due. A sua volta questo rettangolo viene ripiegato nel mezzo e cosi’ via fino ad avere un pacchetto poco piu’ grosso di un portafoglio.
Ieri torno a casa con la voglia di assaggiare una fetta di prosciutto appena comprato, apro il pacchetto e cosa mi ritrovo?! Una polpetta di straccetti di prosciutto tutti ammassati assieme, complice anche il caldo.
Ho provato a selezionare una fetta, ma non ci sono riuscita.
Che rabbia. Gia’ lo pago un occhio della testa, per lo meno fatemelo gustare come si deve.
Che poi tagliato fine o grosso, a straccetti o a fette, se chiedo un quarto di pound di prosciutto, un quarto di pound rimane a prescindere dal taglio.
E allora su via, tagliamelo bene.
Neppure ad avere il buon prosciutto italiano si riesce a mangiare una fetta decente. Eppure quando a casa della mia mamma taglio il prosciutto con l’affettatrice produco fette superbe. Io che non faccio la salumiera.
Quindi i casi sono due: o sono geniale, o sono degli incompetenti loro.
Opto per la seconda, mio malgrado a malincuore.
Siamo agli sgoccioli.
Tra un mese rientriamo in Italia. E la California? Per ora e’ rimandata per almeno 6/8 mesi.
Siamo alla prese con scatole, vendita di mobili e elettrodomestici su Craig’s list e lo studio metodico di cosa non rientrera’ nelle valigie e dovremmo affidare ad uno spedizioniere.
La nostra casina e’ sempre stata piccola e i mobili sono sempre stati precisi precisi per due persone. E ora che siamo alla svendita, dobbiamo calcolare bene i tempi perche’ se vendiamo il letto troppo presto, ci tocca dormire in terra. Se vendiamo la tavola prima del dovuto, che si fa? Si mangia in terra?
Detto cosi’ sembra facile, basta aspettare, giusto?
In pratica le cose sono sempre un po’ piu’ complicate... per esempio chi smonta il letto? Noi o l’acquirente?
E se io lascio l’appartamento il 24 settembre alle 12pm, come fa lui di giovedi’ a smontare e caricare il letto in poche ore la mattina?
Che si fa? Gli vendiamo la cornice prima o poi la materassa almeno possiamo dormire su quella?
Per non parlare del fatto che chi ha comprato finora da noi mi sembrava quasi borderline.
Con questa gente non puoi fare grandi discorsi o congetture. Loro vengono, pagano, vogliono essere aiutati nel carico dei materiali e poi ciao. Ad oggi abbiamo iniziato da piccoli elettrodomestici e oggetti vari di poco valore..
Il culmine per ora l’ho raggiunto con il tipo che voleva comprare l’ombrellone da spiaggia. Ombrellone quasi nuovo, usato due volte di numero. Per intendersi il cono finale del palo (quello che entra in terra) e’ ancora perfettamente bianco giusto per farvi capire quanto e’ stato usato.
Ho controllato e il prezzo medio di un ombrellone nuovo e’ di circa usd 30.00.
Ho deciso di vendere il mio per usd 10.00.
Mi chiama questo tipo della Virginia, mi dice che lo vuole venire a vederlo domenica mattina alle 8am (ma dormire, no?).
Accetto la proposta, lo incontro nella lobby con gli occhi ancora abbottonati alle 8 di mattina.
Lui apre l’ombrellone lo controlla minuziosamente per 10 minuti. 10 minuti per un ombrellone.
Dopo 10 minuti in cui non sapevo se mettermi a dormire o mandarlo sai dove, mi dice che usd 10.00 sono troppi. Me ne offre usd 8.00.
Io lo guardo stupita e quasi sentita presa per i fondelli, lo mando a casa sua e mi rifiuto di dargli l’ombrellone. Lui va via stizzito.
Fatemi capire: questo mi ha fatto 4 telefonate, si e’ fatto almeno 30 minuti di strada per incontrarmi alle 8 di domenica mattina e rinuncia all’articolo per soli usd 2.00?
Ma se ne ha spesi di piu’ di benzina?!
Insomma.. questa e’ la media delle persone con cui ho avuto a che fare fino ad oggi.
Uhm.. non vedo l’ora di arrivare al resto della mobilia, quella seria e pesante..
Ci sono comportamenti che sono antisessuali per eccellenza. Sono cosi’ potenti che funzionano meglio degli anticoncezionali, perche’ garantisco che niente potrebbe mai succedere. Neppure lontanamente per sbaglio.
Esempio..
Credetici o meno… ma quanto sopra non e’ frutto della mia fantasia, ma sono persone reali che ho conosciuto.
A casa mia si chiamano LOOSERS.
Meditate gente. Meditate.
…. Pare proprio che ce l’abbia fatta.
Dopo 4 anni e mezzo ho finito la trafila della green card.
Ho sostenuto l’esame per la cittadinanza, ed e’ stato approvato!
A breve (diciamo un mese), mi manderanno l’invito per il giuramento da fare a Washington, dopo di che mi rilasceranno il passaporto blu.
Sono contenta. E non solo come ho gia’ detto in precedenza per i soldi spesi, ma perche’ ho fatto tutto da sola senza avvocato dando prova a tutti (me stessa compresa) di essere in grado di sbrigare anche pratiche burocratiche cosi’ importanti. Non solo, ma questa e’ una conquista importante, pagata cara, un premio per gli anni e i sacrifici fatti, per quattro anni di una vita sofferta, bocconi amari buttati giu’ con la speranza che prima o poi qualcosa di buono ci torni indietro.
Anyhow, da luglio saro’ ufficialmente cittadina americana. Per sempre.
Ah.. per i curiosi… volete sapere come e’ andato l’esame?
Bene: ti presenti con il foglio dell’appuntamento e quando e’ il tuo turno, un ufficiale ti accompagna nella sua stanzina dove prima ti fa giurare di dire la verita’ con la mano destra alzata, poi ti metti seduta, gli mostri i documenti di cui ha bisogno e iniziano le domande.
E qui sono caduta dal pero. Pensavo che l’esame fosse una sorta di patente, fatto in un’unica stanza per tutti, con un foglio di domande e spazi vuoti a cui rispondere.
E invece no. Le domande te le fa lui a voce, quindi devi essere in grado di capire e rispondere correttamente.
Per chi come me ha una buona memoria visiva, sarebbe stato molto piu’ semplice fare lo scritto che l’orale… ma alla fine le domande che ti fa sono poche… quindi direi che di per se’ l’esame non e’ stato complicato. Devi dare prova di capire, leggere e scrivere in inglese…. Pensa un po’… lavoro qua da 4 anni… che dici sapro’ comunicare almeno qualcosa in inglese?!
Comunque alla fine l’omino era simpatico. Abbiamo parlato di Firenze, della mia bella Italia e mi ha salutato piu’ che gentilmente. Ed io l’ho lasciato con un sorriso enorme.
Ce l’ho fatta.
Adesso basta con i forms. Basta con la green card. Basta con i soldi da pagare, gli appuntamenti per le fingerprints e fotografie.
E’ finita.
Ho iniziato la dieta a zona.
Sono quasi due mesi che seguo una dieta casalinga con il principio del tutto un pochino, ma alla fine finisco sempre con avere attacchi di fame compulsiva o il desiderio insaziabile di cibo.
Risultato? La quantita’ che non mangio di pasta o carne, viene rimpiazzata con biscotti che ad uno ad uno mangio quasi senza accorgermene nelle ore successive.
E anche se si tratta di quattro biscotti, a quanto pare sono abbastanza per non scendere di peso.
Insomma… in due mesi ho perso due etti. Se si puo’ dire di aver perso due etti perché basta bere un bicchiere d’acqua in piu’ o saltare un pit stop al bagno, che fai pari.
Eppure vado anche in palestra sei volte a settimana…..
Sconsolata e triste…. ho deciso di provare anche io la famosissima dieta a zona.
La dieta non e’ facilissima da seguire sia come orari che quantita’ e qualita’ di cibo, ma ha un grosso vantaggio: si mangia sei volte al giorno.
Colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena e spuntino prima di andare a letto.
Questo ritmo ti soddisfa moltissimo mentalmente parlando, ed e’ esattamente quello di cui io ho bisogno.
Ho gia’ fatto la spesa con le proteine magre, yogurt magro, avena, mandorle naturali, insalata, finocchi, pane integrale…. Ben usd 70.00 a Safeway.
Per ogni pasto e spuntino si deve pesare tutto: verdura, pasta, frutta, carne, pesce. Insomma tutto.
L’unica concessione che sia ha senza limiti di quantita’ e’ l’insalata a foglie e i finocchi.
Di questi si puo’ mangiare quanto il nostro stomaco permette. Tutte le altre verdure devono essere controllate e pesate.. anche i miei amati broccoli…
Sembra che la dieta a zona aiuti il tuo organismo ad essere piu’ veloce ed efficiente e lo costringe a bruciare i grassi immagazzinati sul culotto e le cosciotte.
Sara’ la fiducia, lo stimolo di fare bene, ma mi sento e mi vedo gia’ un po’ piu’ sgonfia di prima.
Vediamo se riesco ad eliminare questi benedetti 2 kg di grasso….
Piu’ che eliminarli, mi piacerebbe spostarli dal giro fianchi al giro seno.
Mi sa che per fare questo una dieta a zona non e’ abbastanza, serve un chirurgo plastico. Ma ad occhio e croce mi sa che costerebbe di piu’ di usd 70.00 alla settimana………
Stiamo iniziando a guardare qualche casa a Los Angeles.
No, non ci sono miglioramenti rispetto al post precedente, ma in qualche modo si dovra’ pur campare e visto che a fine anno dobbiamo venire via de DC e visto che la situazione in Italia adesso e’ terribile, non ci rimane che proseguire l’avventura sulla West Coast.
Non stiamo prendendo nessuna decisione definitiva, vogliamo solo capire quanto dobbiamo sborsare per avere una casina decente, perché dopo 5 anni in una one bedroom, avremmo anche voglia di avere una casa con garage, cucina decente, terrazzo… giusto perché effettivamente una one bedroom va bene per qualche anno.
Speravo/pensavo che in California le cose fossero un po’ diverse, e invece puntualmente in ogni casa che guardo ritrovo la mia ”amata” moquette. Per non parlare delle cucine e dei bagni che sono gia’ arredati (compri la casa con cucina e bagno inclusi), e vi lascio immaginare che cucine.
Tutte della Boffi con il piano in granito.
You wish.
Certo, nessuno ci obbliga a tenere quei mobili, possiamo anche buttare via tutto e rifarne dei nuovi, ma il costo ovviamente sale. Gia’ dobbiamo tener conto di togliere tutta la moquette e metterci un pavimento pulibile, quindi meglio stare calmini con le spese.
Vedo anche che tante case hanno la piscina. Ecco, di questa faccio veramente a meno.
Si, fa figo dire che hai la piscina, ma non voglio neppure immaginare i costi di pulizia e gestione di una “vasca“ da bagno grande. Meglio lasciar perdere.
Insomma, qua servono tanti soldi. Non solo, ma dobbiamo entrare nella condizione mentale che se compriamo casa lì, dobbiamo anche prevedere di allungare questa permanenza americana di almeno altri 2 o 3 anni.
Sarei un po’ stufa di stare qua, ma d’altra parte non ci sono altre alternative.
Spero che la California mi faccia ricredere su questa vita ammericana.
Beh, per lo meno non fara’ freddo.
Lo so, sto scrivendo sempre meno…..
E’ che questo e’ un periodo difficile (un altro?!)…
Beh… a dirla tutta e’ il solito periodo difficile che non solo non e’ passato, ma ha ci dato dei bei frutti.. marci. Delle “belle” sorprese che sono dure da affrontare.
Diciamo che sono successe, stanno succedendo e succederanno delle cose che ci hanno e ci cambieranno la vita per sempre.
Sono cose difficili da raccontare soprattutto su un blog e visto che ci convivo tutti i giorni (e notti) faccio anche volentieri a meno di scriverle, perché meno ci penso, meglio e’.
Sono cose che se siamo fortunati cambieranno drammaticamente la nostra vita.
Se saremo sfortunati, la cambieranno radicalmente, terribilmente.
In entrambi i casi la sentenza sara’ definitiva: il cambiamento sara’ per sempre perche’ con questi problemi non c’e’ modo di risolvere del tutto o tornare indietro al punto di partenza.
Il tempo ci dira’ che tipo di sfortuna (o fortuna) ci aspetta.
Adesso sapete il perche’. Non sapete cosa e’ successo esattamente, ma meglio cosi’, tanto alla fine i fatti privati stanno bene solo su Novella 2000 o sulla poltrona del parrucchiere.
Servono solo per fare due risate.
E sui miei, c’e’ poco da ridere. Purtroppo.
Stavo tornado a casa da lavoro e come tutti I giorni faccio la solita strada.
Arrivo all’incrocio su Wisconsin Avenue (e’ una delle arterie principali di Washington) e trovo una macchina della polizia che blocca la strada.
Ci risiamo (ho pensato), un altro incidente, un’altra persona che non sa guidare e che ha sbandato su una strada dritta.
Da furbina, giro a destra per recuperare l’incrocio alla successiva contrada e zac, altra macchina piazzata nel mezzo.
A questo punto mi rendo conto che o l’incidente e’ veramente grosso o... sta passando qualcuno d’importante e hanno chiuso gli incroci per questioni di sicurezza.
Spengo la macchina, apro il finestrino, mi metto ad osservare la strada e con me tutti quelli dietro e davanti alla mia macchina. C’e’ anche chi scende e a piedi si avvicina alla strada.
Ed infatti, ecco passare 2, 3, 4 poliziotti in moto, poi 1, 2 , 3 suv con i vetri oscurati, poi una limousine con le bandierine americane attaccate davanti sul cofano (anche questa vetri oscuri) e poi di nuovo suv e moto.
Passati tutti, hanno riaperto la strada e sono tornata a casa.
Domanda da un milione di dollari? Chi c’era nella limousine? Obama o un ambasciatore?
Oppure c’erano le figlie di Obama che ho scoperto vanno in una scuola distante 10 minuti dal mio ufficio, quindi abitando a Washington come me... ci sta che si faccia la stessa strada.
E chi puo’ dirlo.... ma una cosa e’ certa. Non era la prima volta che rimanevo bloccata perche’ passava il presidente o un pezzo grosso, ma era la prima volta che non mi ha dato fastidio. Anzi.
........... sono rimasta sorpresa nel vedere un'intervista a Vincent Cassel in italiano. In italiano nel senso che lui parlava in italiano e tra l'altro anche molto bene.
Unico difettuccio e' che lo parla con la stessa cadenza della moglie che, nonostante sia bellissima.......... non parla un italiano cosi' trasportante.
Insomma sembrava di vedere la Bellucci versione uomo o Cassel versione Bellucci.
A voi la scelta.
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/divi/Cassel-ribelle-al-sistema/4875197/1/1